ITA

Museo dell'Osservatorio Astronomico di Palermo

Museo della Specola
Gli strumenti "parlano" della storia di un'istituzione: il Museo dell'Osservatorio di Palermo racchiude un viaggio affascinante nei due secoli di vita di questa istituzione, attraverso periodi di splendore e di crisi che si riflettono puntualmente nel tipo di strumentazione adottata. È un modo utile ed interessante di "leggere" il passato, che offre nuove prospettive e consente attente valutazioni storiche.
Cerchio altazimutale di Ramsden, 1787-89
Il Museo della Specola comprende una ricca collezione di strumenti astronomici, cui si affiancano orologi, strumenti meteorologici e topografici, apparati di fisica e di geomagnetismo.
La collezione è ospitata nei locali dell'antica Specola palermitana, fondata nel 1790, e raccoglie il patrimonio strumentale accumulatosi nel corso degli oltre duecento anni di attività dell'Osservatorio.
Gioiello della collezione è il celebre Cerchio di Ramsden, strumento unico per tipologia e qualità, col quale Giuseppe Piazzi scoprì il primo asteroide, Cerere, nel 1801.
Lo strumento è stato di recente restaurato e ricollocato nella sua posizione originaria, nella stanza circolare.
La galleria degli strumenti mobili ospita invece le vetrine originali, disegnate da Leon Dufourny, che contengono gli strumenti portatili, insieme a vetrine moderne con strumenti di datazione più tarda.
Tra questi, di particolare interesse sono gli strumenti appartenuti al Principe Giulio Tomasi di Lampedusa, che corredavano il suo osservatorio privato nella villa ai Colli, appena fuori Palermo.
La sala meridiana, in stile neogotico, dalle 'boiseries' disegnate da Giovambattista Filippo Basile, ospita invece un Cerchio meridiano di fabbricazione tedesca risalente alla prima metà dell'Ottocento.
Infine, nella sala del rifrattore è collocato il grande telescopio equatoriale Merz, anch'esso risalente alla metà dell'Ottocento, di recente restaurato, con il quale Pietro Tacchini, tra i primi in Italia, eseguì importanti studi spettroscopici sul sole a partire dal 1871.
Correda la collezione una galleria di ritratti di astronomi, alcuni dei quali eseguiti da Giuseppe Velasco ai primi dell'Ottocento.