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Archivio storico dell'Osservatorio astrofisico di Torino

Telegramma del Ministro Bottai per l'applicazione della legge sulla difesa della razza, 1938
Il lavoro di riordino e inventariazione della documentazione riguardante il primo secolo e mezzo di attività dell'Istituto, vale a dire il periodo compreso tra il secolo XIX e la prima metà del Novecento, si è svolto tra il 1993 e l'inizio del 1998. Si tratta di un'ingente documentazione, pari a una ventina di metri lineari.
In precedenza tutto il materiale, a partire dalle più antiche carte (risalenti al momento in cui la sede dell'Osservatorio fu trasferita dal Palazzo dell'Accademia delle Scienze a Palazzo Madama) era conservato, senza ordine alcuno, negli scantinati dell'Osservatorio, all'interno di grandi scatole di cartone. In assenza di inventari o indici che permettessero l'individuazione di precedenti classificazioni, è stato necessario procedere ad una dettagliata analisi della totalità delle carte al fine di ottenere un panorama quanto più esaustivo possibile della situazione, in vista della ricostituzione di serie omogenee.
L'assenza di precedenti riordini (ad eccezione di una piccola parte della documentazione più antica, verosimilmente sistemata nei primissimi anni del Novecento) rendeva necessario impostare l'intera classificazione secondo criteri in gran parte originali. Seppur definita a posteriori, l'organizzazione delle serie archivistiche ha tuttavia inteso conservare all'interno della sua struttura una sufficiente flessibilità, in grado di rispettare ogni eventuale indizio di interventi precedenti qualora questi fossero emersi nel corso del lavoro.

Tra il 2005 e il 2007 è stato svolto un secondo intervento di riordino che ha riguardato la documentazione più recente, compresa tra il secondo dopoguerra e il 1986, anno preso a cesura perchè la direzione viene assunta dal prof. Attilio Ferrari e per l'Osservatorio si chiude l'epoca dell'astronomia classica.
Questo secondo lotto viene chiamato anche "archivio di deposito" per distinguerlo dal primo lotto chiamato "archivio storico-scientifico": si tratta complessivamente di una trentina di metri lineari, cioè di un numero di unità archivistiche decisamente più ingente del primo lotto.
In realtà la denominazione "deposito" è per alcuni versi impropria in quanto nelle serie è conservata sia documentazione che ricadrebbe nella sezione storica sia documentazione con meno di 40 anni.
In alcuni casi si è reso addirittura necessario il superamento dei limiti cronologici fissati in fase antecedente al riordino (cioè il 1986), a causa dell'elevato rischio di dispersione del materiale.
Il lavoro ha altresì consentito di ritrovare ed aggregare al primo lotto alcune unità archivistiche che rientravano logicamente e cronologicamente nelle serie archivistiche precedentemente definite.