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Archivio storico dell'Osservatorio astrofisico di Torino

L'Osservatorio di Torino dal 1759 al 1813


Gradus Taurinensis, 1774
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Le roi Charles Emmanuel  fit arranger un petit observatoire qui appartient à l'Université, mais qui est bâti sur une maison particulière où logeoit le père Beccaria
La tradizione fa risalire l'origine dell'Osservatorio Astronomico di Torino al 1759. In quell'anno il padre Giovanni Battista Beccaria (1716-1781) approfittò del passaggio di una cometa per far conoscere al re Carlo Emanuele III la sua esperienza in campo astronomico.
Questa sua iniziativa gli consentì di ottenere dal re l'incarico di misurare l'arco del meridiano di Torino.
Per poter portare a termine il suo lavoro, che durò dal 1760 al 1774, il re gli fece preparare un punto di osservazione su una torretta di Via Po, dove  Beccaria sistemò gli strumenti che gli servivano per la misurazione del Gradus.

La prima Specola fu invece costruita 30 anni dopo.
In occasione della sua visita all'Accademia delle Scienze il 28 giugno 1789 il re Vittorio Amedeo III, amante e cultore delle scienze esatte, decise di far costruire sul tetto del Palazzo del Collegio dei Nobili, dove aveva sede l'Accademia, un Osservatorio che, secondo il resoconto di Prospero Balbo
aura de hauteur sur la rue plus de 14½ de nos trabucs, qui répondent à-peu-près de 23 toises de Paris, et sa terrasse supérieure sera à-peu-près de 10 5/6 trabucs quarrés ou de plus de 27 toises quarrées de Paris ...

L'incarico di progettare la Specola e dirigerne i lavori di costruzione fu affidato all'architetto Francesco Ferroggio.
Il Presidente dell'Accademia, ancora prima che si iniziasse la progettazione, ritenne opportuno inviare l'architetto a Milano ad esaminare la Specola di Brera, considerata una delle meglio concepite del tempo. I lavori di costruzione cominciarono subito dopo e terminarono nel novembre dell'anno successivo.
La Specola fu inaugurata ufficialmente il 30 novembre 1790, durante una pubblica adunanza della R. Accademia delle Scienze di Torino.

Nel 1791 l'Osservatorio era però ancora sprovvisto della strumentazione necessaria, quando il Magistrato della Riforma decise di consegnare all'Accademia gli strumenti che erano depositati presso il vecchio Osservatorio dell'Università, diventato pressochè inutile:
  • une grande lunette achromatique de Dollond avec son micromètre objectif
  • une pendule à secondes
  • un quart de cercle mobile de trois pieds de rayon, à deux lunettes, l'une mobile, l'autre fixe, garnies de leures micromètres
  • un secteur de neuf pieds de rayon
Il settore ed il quadrante erano appunto gli strumenti di cui si servì il Beccaria per la misurazione del grado: egli stesso ce ne dà una descrizione nei capitoli II e III del Gradus Taurinensis.
All'Accademia vennero anche consegnati altri strumenti di minore importanza, dei mobili, e molti libri che, dopo la morte di Beccaria avvenuta nel 1781, erano affidati all'abate Giuseppe Antonio Eandi, successore di Beccaria alla cattedra di Fisica e, in questa sua funzione, incaricato anche della direzione della specola universitaria.
Contrariamente a quanto si legge in un opuscolo pubblicato a cura del Ministero della Pubblica Istruzione nel 1956, non fu quindi il Beccaria a trasportare gli strumenti e i libri in Accademia. La nuova Specola fu infatti costruita dopo la sua morte, egli non fu mai membro dell'Accademia delle Scienze ed anzi rifiutò sempre di appartenervi.


La Specola dell'Accademia delle Scienze, vista da Piazza San Carlo
Fino al 1813 la carica di Direttore della Specola non venne ufficializzata dall'Accademia delle Scienze.
Coloro che vengono indicati tradizionalmente come i successori di Beccaria nella direzione dell'Osservatorio, Tommaso Valperga di Caluso (1737-1815) e Antonio Maria Vassalli Eandi (1761-1825), si avvicendarono più volte alla direzione della Specola poiché le competenze relative alla sua gestione furono inizialmente affidate al Presidente dell'Accademia o al Segretario della Classe di Scienze Fisiche. Gli interessi scientifici di questi due studiosi erano inoltre indirizzati verso altri campi.
Valperga, con la sua cultura vastissima ed eclettica, spaziò dalla matematica all'astronomia, dalle lingue orientali alla poesia.
Vassalli Eandi invece si dedicò in particolare alla meteorologia ed alle scienze naturali, in particolare botanica ed agraria.

Solo nel 1813, con la nomina di Giovanni Plana (1781-1864), la carica di Direttore della Specola viene ufficializzata e le ricerche si rivolgono decisamente verso l'astronomia.