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Archivio Storico dell'Osservatorio Astronomico di Palermo

Disegno delle protuberanze solari, 1870
I documenti raccolti nell'archivio dell'Osservatorio Astronomico di Palermo raccontano oltre duecento anni di attività della struttura, fondata nel 1790 per volere del Re Ferdinando III di Sicilia e realizzata dal matematico valtellinese Giuseppe Piazzi (1746-1826), che ne fu primo direttore.
La storia lunga e travagliata dell'ente, segnata da picchi di eccellenza, fasi di declino o di mera sopravvivenza, in relazione molto stretta con le vicende politiche, economiche e culturali del tempo, oltre che con le personalità degli astronomi protagonisti del periodo, ha potuto essere scritta grazie alle notizie rinvenute sulle carte conservate nell'archivio storico.
I documenti sono anche la testimonianza dei rapporti intercorsi con le diverse istituzioni legate all'Osservatorio di Palermo, come gli altri osservatori italiani e la Società Astronomica Italiana, in ambito nazionale o, a livello locale, l'Accademia de' Regj Studi (poi Università degli Studi) e la Real Casa (oggi Assemblea Regionale Siciliana), nei cui locali la Specola ha ancora la sua sede.
La parte amministrativa e contabile della documentazione costituisce circa un sesto del totale dell'archivio. Essa comprende la serie della corrispondenza, che raccoglie tutta la documentazione epistolare "ufficiale" prodotta o ricevuta dall'Osservatorio, pur mancando quasi del tutto le lettere che testimoniano la fondazione della Specola e i suoi primi anni di attività.
La serie degli inventari consta di registri, elenchi e cataloghi relativi alle suppellettili e al patrimonio strumentale e librario della struttura. I documenti hanno consentito di risalire agli acquisti di quasi tutti gli strumenti dell'Osservatorio, oggi in mostra permanente all'interno del Museo della Specola. Dallo studio dei primi inventari della biblioteca è anche stato possibile ricostruire la collezione di volumi appartenuta a Giuseppe Piazzi, e lasciata all'ente alla sua morte.
La parte più prettamente scientifica dei documenti, prodotto delle attività di ricerca svolte, inizia con la serie delle osservazioni astronomiche, che contiene dati relativi alle posizioni di astri rilevate allo strumento dei passaggi o all'equatoriale. Come testimonianza del lavoro di osservazione effettivamente svolto nei due secoli di vita dell'ente, la consistenza della serie è decisamente esigua. Singoli registri di osservazioni relative a una particolare ricerca, e per questo non riconducibili alle serie principali, possono essere trovati nei fondi degli astronomi. Le osservazioni di Giuseppe Piazzi sono purtroppo mancanti.
A fianco alle osservazioni astronomiche sono le "Determinazioni di tempo", una piccola serie che comprende i dati sull'andamento e confronto dei pendoli utilizzati a supporto delle osservazioni. Molto più abbondante è invece la consistenza dei documenti relativi alla meteorologia, disciplina alla quale sin dagli inizi l'Osservatorio ha dedicato ampio spazio e risorse, giocando un ruolo notevole nel suo sviluppo e mantenendo per oltre due secoli un servizio efficiente. La serie di dati meteorologici conservata nell'archivio costituisce oltre la metà delle unità complessive. I registri furono compilati sia dalla sede di Palazzo Reale, che da Villa Valverde, sezione dell'Osservatorio dedicata agli studi meteorologici, in attività dal 1880 al 1923.
Completano l'archivio i fondi degli astronomi che hanno prestato servizio all'Osservatorio di Palermo. Le carte comprendono materiale relativo alla loro biografia (studi, onorificenze, carriera accademica e scientifica), come pure corrispondenza con colleghi, talvolta privata, pubblicazioni e materiale di ricerca astronomica.
Va inoltre segnalata per la sua peculiarità la piccola serie "Eclisse 1870", relativa all'organizzazione della importante spedizione scientifica nazionale, organizzata dagli astronomi Pietro Tacchini e Gaetano Cacciatore, in occasione dell'eclisse di sole del 1870.
Un fondo recente attualmente "in deposito" ma che in futuro arricchirà non solo la consistenza ma anche il pregio dell'archivio storico è quello di Giuseppe Vaiana (1935-1991), lo scienziato che con i suoi studi ha dato un grande contributo all'astronomia a raggi X.