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Museo dell'Osservatorio Astronomico di Padova

Museo La Specola

LA SALA MERIDIANA


La sala meridiana è così chiamata perchè era destinata all’osservazione del passaggio degli astri al meridiano celeste, il cerchio ideale che passa per lo zenit e per il polo del mondo. Sul pavimento è incisa la linea meridiana, dove nel passato veniva misurato il mezzogiorno vero.
Sul muro di ponente è collocato il grande quadrante murale costruito dal celebre artigiano inglese Jesse Ramsden. Lo strumento, arrivato per nave da Londra a Venezia, e per battello sul fiume da Venezia a Padova, fu installato nel 1779.
Era fissato ad un muro, ora demolito, per poter puntare il cannocchiale attraverso una stretta e lunga apertura percorrente tutta la sala, da sud a nord, murata nel secolo scorso, ma di cui si vede ancora la struttura. Nella parete est è dipinto un grande affresco che illustra con molta precisione la struttura geometrica del sistema solare conosciuto ai tempi di Toaldo.
Lasciata la sala meridiana, si salgono altri 104 scalini prima di giungere in sala delle figure, e lungo la salita si possono osservare altri stumenti di lavoro e osservazione ottocenteschi.

LA SALA FIGURE


L’osservatorio superiore fu decorato a fresco tra il 1772 e il 1773 dal pittore vicentino Giacomo Ciesa, un pittore minore del Settecento veneto. Su indicazione di Giuseppe Toaldo, sulle pareti furono dipinti a grandezza naturale e a figura intera i ritratti di otto personaggi celebri nel campo dell’astronomia e della meteorologia. Disposti in ordine cronologico e da destra a sinistra tutto attorno alla sala, essi sono: Tolomeo, Copernico, Tycho Brahe, Galileo, Keplero, Newton, Montanari e Poleni.
Sopra ciascuno, in un riquadro più piccolo, sono dipinte in chiaroscuro monocromatico, scene e figure riprese quasi tutte dalla mitologia greca, secondo i racconti di diversi autori greci e latini; il significato simbolico di queste scene è legato all’opera del personaggio sottostante.Sulla volta fu dipinta tutto attorno la fascia dello zodiaco, con le figure dei dodici segni, e con le stelle che a questi appartengono. Nel 1860 Giovanni Santini (1787-1877), terzo direttore della Specola dopo Toaldo e Vincenzo Chiminello (1745-1815), aveva provveduto a ridipingere la sala a causa dei danni causati dalle infiltrazioni d’acqua dalla sovrastante terrazza, decorando soltanto la volta, e nascondendo le otto grandi figure sotto una nuova pittura.

Nel 1998 la sala fu restaurata e fu così possibile recuperare quasi tutti gli affreschi settecenteschi, ma non le costellazioni zodiacali della volta, che ha invece mantenuto il suo aspetto Ottocentesco.
Da questa sala si può uscire nella terrazza superiore, che circonda tutta la torre e dalla quale si può ammirare uno splendido panorama a 360° sulla città di Padova.