Il busto faceva originariamente parte del monumento funebre eretto per l'astronomo nel Recinto degli Uomini Illustri del Cimitero Monumentale di Napoli. L'inaugurazione avvenne il 10 novembre 1900, con una cerimonia solenne che vide la partecipazione di
Pasquale del Pezzo (Duca di Caianello) e di Antonio Agresti, oltre alle rappresentanze dei corpi accademici e delle autorità cittadine. L’opera rappresenta una significativa testimonianza del connubio tra il verismo plastico di Gemito e la celebrazione delle eccellenze scientifiche napoletane di fine Ottocento.
In epoca recente, il busto è stato oggetto di furto presso la sede cimiteriale. In seguito al suo recupero da parte delle forze dell'ordine, la Famiglia Capocci, per garantirne la tutela e la valorizzazione, ha stabilito di mutarne la destinazione d'uso e la proprietà.
Il passaggio di proprietà è stato formalizzato con l'atto di donazione sottoscritto il 13 marzo 2015. La firma è avvenuta in occasione della cerimonia di apertura della mostra documentaria dedicata al 150° anniversario della morte di Capocci, presso l’Osservatorio di Capodimonte, istituzione di cui il Capocci fu direttore e che oggi ne custodisce l'opera.