Imponente incisione all'acquaforte su due lastre di rame, arricchita da una coloratura coeva ad acquerello. L'opera offre una dettagliata veduta in pianta e alzato (prospettiva a volo d'uccello) della città di Napoli, documentandone l'assetto urbanistico del XVII secolo.
La tavola fu pubblicata originariamente da Blaeu nel 1663 all'interno del secondo volume del suo celebre atlante delle città italiane, il
Theatrum Civitatum et Admirandorum Italiae. I rami furono incisi da Bastiaen Stopendaal (1636-1707), il quale operò una sintesi e riduzione della monumentale veduta di Napoli realizzata da
Alessandro Baratta nel 1628.
A seguito dell'incendio che nel 1672 colpì la stamperia Blaeu, i rami pervennero a Pierre Mortier, che li ripubblicò nel 1704 nell'opera
Nouveau Theatre de l'Italie. In questa edizione (a cui l'esemplare sembra appartenere), Mortier rimosse la firma dell'incisore originale ("
Bastiaen Stopendaal fecit aqua forti") per apporre il proprio nome e aggiungere una legenda identificativa di 29 luoghi notevoli della città.
L'esemplare è conservato entro una cornice di legno con passe-partout e vetro.