Incisione su rame a doppia pagina con raffinata coloritura coeva, raffigurante l'emisfero celeste australe. La tavola presenta le costellazioni meridionali rappresentate attraverso le loro figure artistiche e mitologiche, completate da un rigoroso apparato scientifico che riporta le coordinate celesti, il tracciato dell'eclittica, il circolo massimo del Tropico del Capricorno e la linea del Circolo Polare Antartico.
L'opera è tratta dal primo tomo dell'
Atlante novissimo, illustrato ed accresciuto sulle osservazioni e scoperte fatte dai più celebri e più recenti geografi, pubblicato a Venezia nel 1785 dalla stamperia di Antonio Zatta, sotto il privilegio dell'Eccellentissimo Senato Veneto.
Agli angoli della carta sono raffigurate, con minuzia di dettagli architettonici, le vedute di quattro storiche specole europee: quelle di Parigi, Kassel, Greenwich e Copenhagen, celebrando i principali centri della ricerca astronomica internazionale del XVIII secolo.
Dal punto di vista della storia dell'astronomia, la tavola è di grande interesse poiché riporta ancora la costellazione della
Argo Navis nella sua estensione unitaria, nonostante l'astronomo francese
Nicolas Louis de Lacaille l'avesse già suddivisa nelle tre costellazioni moderne (
Carena,
Poppa e
Vele) nel suo catalogo del 1763. Questa scelta iconografica testimonia la persistenza della tradizione cartografica classica all'interno della produzione editoriale di pregio della fine del Settecento.