Il dispositivo proviene dal Laboratorio di Fisica Cosmica, una struttura di ricerca dell'Osservatorio Astronomico di Capodimonte sviluppata in collaborazione con l'
Università di Napoli Parthenope.
Lo strumento, denominato IPM, è il risultato di una sinergia scientifica nazionale coordinata dai gruppi di ricerca del Piano Spazio Nazionale del
CNR (che nel 1988 darà vita all'
Agenzia Spaziale Italiana). Il progetto è stato sviluppato dai dipartimenti di fisica delle Università di Bari e di Lecce, sotto il coordinamento del Prof. Ezio Bussoletti. Questo strumento documenta l'eccellenza della ricerca italiana nel campo della fisica delle polveri e il contributo fondamentale del Mezzogiorno alle prime grandi missioni interplanetarie dell'
ESA.