DATI ANALITICI
DESCRIZIONE (*)
oggetto
Micrometro in ottone con tamburo (o lembo) esterno dotato di scala graduata in argento per una lettura ad alto contrasto.
Il cuore meccanico è costituito da una vite micrometrica di precisione che, azionata manualmente, comanda il movimento divergente di due lenti semiobiettive (lastre obiettive tagliate). Lo scorrimento simmetrico delle lenti dal centro verso l'esterno permette di sdoppiare l'immagine dell'astro osservato; la misura della distanza tra le due immagini, letta sulla scala graduata, consente di ricavare con estrema accuratezza il diametro angolare dei corpi celesti o la separazione tra sistemi stellari.
funzione
Lo strumento veniva impiegato per la misurazione micrometrica di angoli molto piccoli sulla sfera celeste.
modalità d'uso
Le modalità d'uso del micrometro a immagine spezzata (divided object-glass micrometer) di Dollond si basano sulla variazione della distanza tra i centri ottici di due lenti semiobiettive:
"Contiene due lastre obiettive che, quando i centri delle due parti coincidono, formano un'unica lente e un'unica immagine. In proporzione della separazione dei due centri, si avranno due immagini con lo stesso grado di separazione".
Per la misurazione delle distanze angolari tra due astri (o per il diametro di un pianeta), l'osservatore agisce sulla vite micrometrica facendo scorrere una delle due immagini fino a farla coincidere perfettamente con l'immagine dell'oggetto adiacente formata dal secondo obiettivo.
Raggiunta la sovrapposizione (o il contatto dei bordi nel caso di dischi planetari), si legge il valore della separazione lineare dei centri sulla scala graduata in argento. Tale valore viene successivamente convertito in secondi d'arco mediante la costante di scala dello strumento, fornendo la misura angolare con una precisione superiore a quella dei micrometri a fili, poiché meno soggetta all'errore di stima dell'occhio umano.
ISCRIZIONI
trascrizione
Dollond London
NOTIZIE STORICO-CRITICHE
Il micrometro apparteneva alla dotazione del telescopio equatoriale di Dollond, donato all'Osservatorio di Napoli dal figlio di
George Bishop nel 1878, insieme a un pendolo di Barraud e a un telescopio altazimutale di Troughton & Simms.
Questi prestigiosi strumenti provenivano dall'osservatorio privato di South Villa, situato presso il Regent's Park a Londra, una delle istituzioni scientifiche private più attive della metà del XIX secolo.
Lo strumento vanta una storia osservativa di eccellenza: fu infatti impiegato da celebri astronomi come
William Rutter Dawes e
John Russell Hind nelle misurazioni di sistemi di stelle doppie. Le cronache dell'epoca riportano che l'apparato permetteva di ottenere
"risultati molto accurati quando la distanza delle stelle componenti supera i 10" ", confermando l'alta qualità delle ottiche di Dollond nella risoluzione di sistemi binari non eccessivamente stretti.
FONTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO *
FONTI E DOCUMENTI
genere
documentazione esistente
denominazione
Attività scientifica. Strumenti
nome archivio
Archivio Storico dell'Osservatorio Astronomico di Capodimonte
citazione completa
Amici, Giavannni battista, Descrizione di un nuovo micrometro, in: Memorie di Matematica e di Fisica della Società Italiana delle Scienze. Memorie di Matematica, Verona, dalla Tipografia di Luigi Mainardi, vol. xvii, 1816, pp.344-359
citazione completa
Bishop, George, Astronomical observations taken at the observatory South Villa, London, Taylor, Walton, and Maberly, 1852, p.xiii
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La Collina di Urania, a cura di M. Rigutti, Napoli, Elio de Rosa, 1992, n.49
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De Gasparis, Annibale, Sullo stato del R. Osservatorio di Capodimonte e sui lavori in esso eseguiti dal 1819 al 1883, Napoli, Tipografia dell'Accademia Reale delle Scienze, 1884, p.8
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Howard-Duff, Ian, George Bishop (1785-1861) and his South-Villa Observatory in Regent's-Park, in: JBAA, 1985, vol. 96, n.1, pp.20-26
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Maskerlyne, Nevil, Instructions relative to the observation of the ensuing transit of the planet Venus over the Sun's disk on the 3rd of June 1769, Londra, W. Richardson and S. Clark, 1768, pp.34-35
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Sir J. F. W. Hershel's address on the award of the testimonials, in: MNRAS, 1848, vol. viii, n. 4, pp.102-119
MOSTRE
luogo, sede espositiva, data
Roma, Musei Vaticani, ottobre 2009 - gennaio 2010