DATI ANALITICI
DESCRIZIONE (*)
oggetto
Orologio a pendolo (regolatore astronomico) a tempo siderale o civile, dotato di scappamento a riposo (tipo Graham)con ancora e ruota di scappamento in acciaio. Lo strumento è custodito in una cassa lignea con controcassa di protezione, sulla quale è montata una lampada d'epoca per l'illuminazione diretta del quadrante.
Il quadrante principale, in ottone argentato, riporta la numerazione dei minuti lungo la circonferenza esterna. All'interno si trovano un quadrante ausiliario superiore per la scansione dei secondi e una finestra ad arco (settore di circa 45°) posta inferiormente, dove un indice centrale fisso permette la lettura dell'ora su un disco rotante sottostante con numerazione romana.
In origine, il pendolo presentava una sospensione a molla e un sistema di compensazione termica a verghe di acciaio e zinco. Nel 1934, lo strumento fu aggiornato con un'asta in acciaio Invar (lega a bassissimo coefficiente di dilatazione termica) per massimizzare la costanza del periodo. Contemporaneamente, furono installati dei contatti elettrici al secondo, necessari per inviare impulsi di sincronizzazione ai cronografi scriventi o ad altri apparati dell'Osservatorio.
funzione
Lo strumento veniva impiegato per la conservazione e la misurazione del tempo siderale, fondamentale per le attività di osservazione astronomica al meridiano.
A differenza degli orologi civili, questo regolatore è tarato sul giorno siderale (basato sulla rotazione terrestre rispetto alle stelle fisse), che risulta circa 3 minuti e 56 secondi più breve del giorno solare medio. La precisione dello scappamento e il sistema di compensazione termica (originariamente a zinco e successivamente in Invar) permettevano agli astronomi di conoscere in ogni istante l'Ascensione Retta del meridiano locale, facilitando il puntamento dei telescopi e la registrazione dei transiti stellari con accuratezza cronometrica.
modalità d'uso
L'orologio meccanico a pendolo, ideato da
Christiaan Huygens intorno al 1656 (e brevettato nel 1657), si basa sulla proprietà dell'isocronismo delle oscillazioni. Contrariamente a quanto ritenuto inizialmente, l'isocronismo perfetto non si ottiene con una traiettoria circolare, bensì con una traiettoria cicloidale. Il meccanismo di scappamento ha la duplice funzione di trasmettere al pendolo l'energia necessaria a mantenerne il moto e di regolare la rotazione del treno di ruote dentate che aziona le lancette. I sistemi di compensazione (come quelli a zinco o in Invar) non servono a correggere errori della ruota dentata, ma a neutralizzare le variazioni di lunghezza dell'asta del pendolo dovute agli sbalzi termici, garantendo la costanza del periodo di oscillazione.
ISCRIZIONI
classe di appartenenza
dedicatoria
trascrizione
Arnold & Son
London
Pour Le Chevalier Jean de Vivenzio 1788
ISCRIZIONI
classe di appartenenza
commerciale
trascrizione
Riefler Munchen D.R.P. 100870 3024
ISCRIZIONI
classe di appartenenza
documentaria
trascrizione
Antica Ditta Italiana ig. Kohlschitter Genova
Modificò e Applicò Pendolo trasmettitori Regolazione
1934-XII°
NOTIZIE STORICO-CRITICHE
L'orologio faceva parte della celebre collezione di strumenti scientifici di Giovanni Vivenzio, protomedico reale e scienziato napoletano in contatto con Giuseppe Piazzi. Come testimoniato da una lettera del 1787 di Giuseppe Cassella all'astronomo de Cesaris, il gabinetto di Vivenzio vantava pezzi di altissimo pregio: "il Sig.re Cav. Vivenzio,... avea accresciuto il suo prezioso gabinetto di una sfera ben lavorata, e d'un sistema Planetario ben ideato, e con molta accuratezza eseguito da valenti artefici Inglesi. Aspetta un gran telescopio dollondiano, un orologio del famoso Arnold, e un quadrante mobile".
Il 16 marzo 1813, Federigo Zuccari acquistò per 800 ducati "un pendolo, e quattro globi del Marchese Vivenzio". Zuccari sistemò nei locali della Specola di S. Gaudioso i pochi strumenti di cui disponeva. In "una stanza rettangolare, collocò... un istrumento di passaggio con pendolo dell'Arnold."
Il 2 febbraio 1820, Carlo Brioschi ne curò la messa in attività nel nuovo Osservatorio di Capodimonte.
Dopo la morte di Vivenzio e la successiva dispersione della sua collezione (che comprendeva anche il telescopio di Dollond e l'orologio di Emery oggi a Mannheim), il pendolo di Arnold divenne un pilastro della dotazione tecnica napoletana.
Altri strumenti furono acquistati, nel 1827, presso la signora Marianna Martinetti, dal direttore della specola di Palermo, Niccolò Cacciatore; sono un piccolo telescopio di Berge (1820), il piccolo strumento universale di Ramsden (1780) e una elegante bussola di Peter Dollond.
Sotto il profilo operativo, l'orologio ha servito per oltre un secolo come regolatore fondamentale: inizialmente fu lo strumento ausiliario del cerchio meridiano di Reichenbach-Utzschneider nella sala meridiana occidentale; nel 1938 fu trasferito nella cupola del cerchio meridiano di Repsold.
Gli interventi del 1934 (sostituzione dell'asta in Invar e aggiunta dei contatti elettrici) ne hanno aggiornato le prestazioni, rendendolo capace di fornire segnali di tempo siderale per le osservazioni meridiane.
FONTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO *
FONTI E DOCUMENTI
genere
documentazione esistente
denominazione
Corrispondenza Scientifica 1787 (AD)
nome archivio
Archivio Storico dell'Osservatorio Astronomico di Brera
FONTI E DOCUMENTI
genere
documentazione esistente
denominazione
Amministrazione. Conti
nome archivio
Archivio Storico dell'Osservatorio Astronomico di Capodimonte
FONTI E DOCUMENTI
genere
documentazione esistente
denominazione
Attività scientifica. Osservazioni
nome archivio
Archivio Storico dell'Osservatorio Astronomico di Capodimonte
FONTI E DOCUMENTI
genere
documentazione esistente
denominazione
Attività scientifica. Strumenti
nome archivio
Archivio Storico dell'Osservatorio Astronomico di Capodimonte
FONTI E DOCUMENTI
genere
documentazione esistente
denominazione
Sede. Lavori di fabbrica
nome archivio
Archivio Storico dell'Osservatorio Astronomico di Capodimonte
citazione completa
Brioschi, Carlo, Commentarj Astronomici della Specola di Napoli, Napoli, Tipografia nella Pietà dei Turchini, 1824-26, p.131
citazione completa
La Collina di Urania, a cura di M. Rigutti, Napoli, Elio de Rosa Editore, 1992, n. 33
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De Gasparis, Annibale, Sullo stato del R. Osservatorio di Capodimonte e sui lavori in esso eseguiti dal 1819 al 1883, Napoli, Tipografia dell'Accademia Reale delle Scienze, 1884, p.10
citazione completa
Osservatorio Astronomico di Capodimonte a Napoli, a cura del Ministero della Pubblica Istruzione, Direzione Generale dell'Istruzione Superiore, Roma, 1956, pp.4-31
citazione completa
Taddei, Emmanuele, Del Real Osservatorio di Napoli, in: Il progresso delle scienze, delle lettere e delle arti, vol. 12, 1835, n. 23, pp. 154-155
citazione completa
www.conteanolana.it/uomini illustri libro R-Z/Vivenzio Giovanni.htm
citazione completa
www.oapa.inaf.it/museo/sezioni/astronomia/teleBerge.htm
citazione completa
www.oapa.inaf.it/museo/sezioni/equatoriale.htm
citazione completa
www.oapa.inaf.it/museo/sezioni/topografia/bussola.htm