DATI ANALITICI
DESCRIZIONE (*)
oggetto
L'orologio presenta un movimento meccanico con scappamento a riposo ad ancora e ruota in ottone. Il sistema di precisione si affida alla compensazione a mercurio, dove la lente del pendolo agisce come un contrappeso termico. Il quadrante è in ottone ed è organizzato secondo il canone astronomico: il cerchio esterno segna i minuti, mentre i due quadranti ausiliari interni sono dedicati rispettivamente ai secondi (in alto) e alle 24 ore (in basso). Questo esemplare è custodito in una cassa in legno arricchita da un delicato decoro inglese, testimonianza di una manifattura che prestava attenzione anche al valore ornamentale dell'oggetto scientifico, che ne sottolinea la pregevole fattura e l'eleganza costruttiva tipica della tradizione anglosassone.
funzione
Lo strumento era dedicato alla misura del tempo siderale, fondamentale per determinare la posizione degli astri rispetto alla rotazione terrestre. Il quadrante diviso in 24 ore permetteva di leggere direttamente l'ora siderea, facilitando il compito dell'astronomo durante le osservazioni di transito o nel calcolo dell'ascensione retta.
modalità d'uso
Come descritto nei documenti d'epoca, "la compensazione viene prodotta dalla variazione di altezza di una certa quantità di mercurio contenuto in un cilindro di cristallo, appeso alla verga di acciaio del pendolo, che tiene luogo di lente, prodotta da quella della temperatura, la quale annulla la variazione di posizione del centro di oscillazione che nascerebbe dalla variazione di lunghezza della verga". Questo meccanismo permetteva all'astronomo di ignorare le fluttuazioni ambientali: mentre il calore tendeva ad allungare l'asta in acciaio, il mercurio si espandeva verso l'alto all'interno del cilindro di cristallo, mantenendo il baricentro del sistema in una posizione fissa.
ISCRIZIONI
classe di appartenenza
commerciale
tecnica di scrittura
Incisione
trascrizione
Grimalde & Johnson Strand London
FONTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO *
FONTI E DOCUMENTI
genere
documentazione esistente
denominazione
Amministrazione. Lettere originali d'officio
nome archivio
Archivio Storico dell'Osservatorio Astronomico di Capodimonte
FONTI E DOCUMENTI
genere
documentazione esistente
denominazione
Attività scientifica. Strumenti
nome archivio
Archivio Storico dell'Osservatorio Astronomico di Capodimonte
citazione completa
Brioschi, Carlo, Commentarj Astronomici della Specola di Napoli, Napoli, Tipografia nella Pietà dei Turchini, 1824-26, p.132
citazione completa
Carnera, Luigi, La Specola di Capodimonte nell'anno 1934, in: Calendario del R. Osservatorio Astronomico di Napoli, 1934, pp.90-91
citazione completa
La Collina di Urania, a cura di M. Rigutti, Napoli, Elio de Rosa Editore, 1992, n. 32
citazione completa
De Gasparis, Annibale, Sullo stato del R. Osservatorio di Capodimonte e sui lavori in esso eseguiti dal 1819 al 1883, Napoli, Tipografia dell'Accademia Reale delle Scienze, 1884, p.9
citazione completa
Nicolini, Tito, Il Reale Osservatorio Astronomico di Capodimonte a Napoli, in: Coelum, vol. 10, 1940, pp. 139-141.
ANNOTAZIONI
osservazioni
L'acquisto di questo orologio risale ai primi anni di vita dell'Osservatorio. Definito come uno strumento "della migliore qualità di cui questa R. Specola abbisogna", fu "comprato da Brioschi nel 1823... colla graziosa mediazione di S. E. il Co: Ludolf ministro di S. M. a Londra". Inizialmente, l'orologio era "situato presso il Circolo meridiano di Reichenbach piantato nella sala degli istromenti meridiani", svolgendo la funzione di riferimento per le osservazioni di transito. Con l'evoluzione tecnologica dell'istituto e "l'acquisto, nel 1871, del cerchio di Repsold, l'orologio fu spostato nella sala meridiana orientale".
Un capitolo tecnicamente rilevante della sua storia si apre tra il 1934 e il 1939, durante il radicale rinnovamento del patrimonio strumentale: l'orologio di Grimalde Johnson fu infatti utilizzato per comandare, mediante un differenziale, "secondo per secondo", il movimento d'orologeria con motore elettrico e regolazione automatica del "vecchio equatoriale di Dollond". Questa applicazione dimostra come un regolatore meccanico dell'inizio dell'Ottocento fosse ancora ritenuto così preciso da poter guidare i sistemi di inseguimento elettrici dei telescopi.
"Dal 1975 al 1990 l'orologio fu dato in prestito all'osservatorio di Soresina in provincia di Cremona", per poi rientrare definitivamente a Napoli ed essere integrato nel percorso museale della Specola.