Dagli libri d'inventario e dai giornali di entrata ed uscita dell'Osservatorio, l'orologio di Chlasner è custodito dalla Specola napoletana sin dalla fondazione.
In una nota del 1815 di
Federigo Zuccari al presidente della Commissione della Istruzione Pubblica, dove elenca la dotazione strumentale dell'Osservatorio di S. Gaudioso, è scritto che
Vari orologj comuni di tavolino di diverse forme, che per tradizione si sa essere stati un giorno nella Regia di Capo di monte, e poi ceduti da S. M. al lodato defonto Astronomo S.r Cassella ... sono inservibili anche soltanto
...per gli usi civili.
Insieme al
globo di Roll-Reinhold, proviene dalla
Galleria delle cose rare di casa Farnese, una sorta di
Wunderkammer voluta da Ranuccio II (1630-1694), duca di Parma e Piacenza, nel palazzo della Pilotta a Parma.
Molti oggetti, raccolti nella residenza parmense e inventariati in un documento del 1708, provenivano dalla varie residenze della famiglia Farnese, soprattutto dai palazzi romani, e, dopo il 1644, raccolti in un unica grande collezione.
In questo inventario oltre agli elenci degli oggetti esposti, si descrivono anche le loro collocazioni. Si descrive che sulla parete destra era stati collocati dieci armadi. Se nel primo vi erano sfarzosi orologi contenuti in casse di ebano e impreziositi da pietre dure di gran valore, nel quinto erano stati sistemati orologi ancor più importanti e sontuosi, tra essi
... un orologio fatto a torre d'ottone dorato, verosimilmente l'orologio di Chlasner.
Carlo di Borbone (1716-1788), figlio di Filippo V (1683-1746), re di Spagna, e di Elisabetta Farnese (1692-1766), duchessa di Parma e Piacenza, per le disposizioni adottate dal trattato di Vienna ricevette in eredità la ricca collezione della famiglia Farnese. Quando, nel 1735, divenne re di Napoli e Sicilia portò con sé le collezioni parmensi di quadri e di oggetti rari.
Nella lettera del 9 maggio 1756 di padre
Giovanni Maria della Torre (1710-1782), docente di fisica e matematica, "custode" della Real Biblioteca e direttore della Stamperia Reale, indirizzata al ministro
Bernardo Tanucci (1698-1783), dove descrive lo stato di conservazione degli oggetti farnesiani spostati dal palazzo reale alla reggia di Capodimonte per l'allestimento del
Real Museo di Capodimonte, si cita espressamente il globo celeste, ma c'è una sommaria descrizione dei
Molti orologi di legno e metallo.
Nel 1808 il soprintendente generale dei
Reali Musei, ed antichità del Regno, Felice Nicolas (1763?-1846), consegnò alcuni strumenti di uso scientifico all'Osservatorio Astronomico di Napoli e tra essi un orologio da tavolino dorato alto 1. 1/2 palmi, ossia circa 39cm, che corrispondono fedelmente alle dimensioni di questo orologio.
Nel 1948
Luigi Carnera, direttore dell'Osservatorio, chiede al Ministero della Pubblica Istruzione di disporre per il globo e l'orologio di Chlasner "... due oggetti antichi preziosissimi sulla cui custodia è dato di temere..." che vengano "conservati in deposito provvisorio presso..." il Museo di San Martino.