Il telescopio adotta la configurazione Nasmyth, dal nome del suo inventore
James Nasmyth, che rappresenta una variante del sistema Cassegrain ottenuta mediante l’aggiunta di un terzo specchio piano. Mentre il telescopio Cassegrain classico è formato da un primario concavo parabolico forato al centro e da un secondario convesso iperbolico (che convoglia la luce all'oculare posto posteriormente al primario), nella configurazione Nasmyth lo specchio principale non viene forato.
L'innovazione funzionale risiede nel posizionamento di uno specchio piano lungo l’asse di declinazione strumentale, con il compito di "estrarre" il fuoco all'interno dell'asse stesso. In tal modo, l'immagine va a formarsi all'estremità dell'asse di declinazione, dove vengono montati gli strumenti di osservazione.