L'esemplare rappresenta una testimonianza eccezionale dell'astronomia mitteleuropea tra Settecento e Ottocento. Nel settembre del 1814, i documenti d'archivio registrano l'arrivo a Napoli di "
tre colli contenenti li specchj del gran telescopio di Herschel", giunti assieme a una "
quantità di libri provenienti da Vienna". Nonostante l'auspicio che lo strumento potesse essere messo in funzione "
fabbricando tutte le armature, ed ordigni necessarj, ed anche il luogo adatto a conservarlo ed usarlo", il telescopio, che avrebbe avuto una lunghezza focale di oltre 6 metri, non fu mai effettivamente installato.
Lo specchio fu acquistato dalla prestigiosa strumentazione scientifica appartenuta al conte
Friedrich II von Hahn, conservata nel suo osservatorio privato a Remplin, nel ducato del Meclemburgo. Costruito nel 1793, l'osservatorio di von Hahn vantava una dotazione di prim'ordine, tra cui strumenti di Dollond, Troughton e pendoli di Klindwort. I tre specchi della collezione (da 18, 12 e 8 pollici) possedevano un valore inestimabile in quanto "
erano stati levigati dallo stesso W. Herschel", risultando i più grandi del continente europeo, superati solo dai giganti di
Gottlieb Friedrich Schrader a Kiel e di
Johann Hieronymus Schröter a Lilienthal. Istallato nel 1794 Schröter uso questo telescopio per osservare il lato notturno della Luna, le nebulose e gli ammassi stellari.
Nel 1800 fondarono l'
Astronomische Gesellschaft insieme a
Heinrich Wilhelm Olbers e al barone von Zach.
Lo speculum, la lega di bronzo e rame con l'aggiunta, a volte, di una minima percentuale di arsenico, fu usato da
Isaac Newton per la costruzione del suo telescopio. Nel 1859,
Jean Bernard Léon Foucault propose l'uso di specchi di vetro argentato, dalle prestazioni nettamente superiori, portando all'abbandono definitivo dello
Speculum, il cui ultimo grande impiego risale al 1867 per il telescopio da 122 cm di Melbourne.