DATI ANALITICI
DESCRIZIONE (*)
oggetto
Telescopio rifrattore equatoriale caratterizzato da un'ottica con obiettivo acromatico. Il tubo ottico principale è in pregiato legno di palissandro, mentre l'alloggiamento dell'obiettivo e il tubo porta-oculari, sono in ottone lucido. La montatura di tipo equatoriale è equipaggiata con due cerchi graduati in ottone, entrambi del diametro di 27 cm, con divisioni ogni 15': il cerchio orario, per la misura dell'Ascensione Retta, e il cerchio di declinazione, per la coordinata zenitale.
Per compensare il moto di rotazione terrestre e permettere l'inseguimento automatico degli astri, la base della montatura ospitava un motore orario azionato da un meccanismo ad orologeria. Il sistema di puntamento è completato da un cercatore con apertura di 9 cm, alloggiato in un tubo di alluminio con finiture (obiettivo e oculare) in ottone. Questo accessorio è ancorato al corpo principale tramite due anelli metallici che fissano contemporaneamente il tubo in palissandro alla montatura equatoriale.
funzione
La funzione primaria di questo rifrattore equatoriale era l'indagine sistematica dei corpi celesti attraverso osservazioni visuali e fotometriche di stelle e pianeti. Grazie alla qualità dell'obiettivo acromatico e alla stabilità della montatura, lo strumento permetteva di studiare i dettagli dei corpi del Sistema solare e di misurare con precisione la luminosità stellare.
modalità d'uso
Il funzionamento dello strumento è basato sulla sua montatura equatoriale, una configurazione meccanica che permette di compensare il moto apparente della volta celeste. Questo sistema consente il movimento del telescopio attorno a due assi fondamentali e ortogonali tra loro: il primo è orientato in modo da essere perfettamente parallelo all'asse polare terrestre, mentre il secondo è disposto in posizione perpendicolare al primo.
ISCRIZIONI
classe di appartenenza
documentaria
tecnica di scrittura
a incisione
trascrizione
I cerchi sono stati lavorati da Secretan in Parigi
NOTIZIE STORICO-CRITICHE
Definito all'epoca del suo acquisto come "il più grande che esista, un autentico capolavoro", questo telescopio fu ordinato da Federigo Zuccari presso l'officina di Reichenbach a Monaco di Baviera. Lo strumento, giunto a Napoli ancor prima del completamento della fabbrica di Capodimonte, aveva "un pezzo di orologeria tutto particolare, applicato a questo cannocchiale, segue da solo il movimento del primo mobile senza scossoni, senza sobbalzi, così che l'astro, una volta posto al centro del campo del cannocchiale, vi appare come immobile e lo si può osservare più ore di seguito senza toccare il cannocchiale".
Inizialmente collocato da Giuseppe Piazzi nella sala centrale per mancanza di spazi idonei, lo strumento ricevette critiche severe. Piazzi lo definì "veramente teutonico" per l'eccessiva pesantezza e notò che la lente oggettiva era "piena di bolle", paragonando la sua presenza nell'osservatorio alla "asta di Achille nel museo di un antiquario".
Nel 1834, il direttore Ernesto Capocci tentò di montare "sotto la piccola cupola orientale l'equatoriale di Fraunhofer, togliendone l'altazimut di Reichenbach ... da cedere ... all'Osservatorio di Marina insieme al piccolo ripetitore dello stesso Reichenbach; ma in tal posto il Fraunhofer non potette mai esser seriamente adoperato; non solo per le piccole dimensioni della cupola, ma ancora e principalmente perché sulla base, tornita dallo stesso costruttore, corrispondeva ad una latitudine assai differente da quella di Capodimonte; né a tale inconveniente si pensò allora di ovviare".
Nel 1870, Annibale de Gasparis propose di impiegare l'equatoriale per la spedizione in Sicilia in occasione dell'eclisse totale di Sole. Ottenne fondi per rinnovare i cerchi graduati presso la ditta Secretan di Parigi, ma a causa della guerra franco-prussiana i pezzi non arrivarono in tempo. Lo strumento rimase smontato a Napoli, suscitando l'amaro commento dell'astronomo Tacchini: "l'impegno dei signori di Napoli non fu altro che quello di aver denari per accomodarsi la macchina che non è venuta".
Sul finire dell'Ottocento, il direttore Emanuele Fergola diede allo strumento una sede degna facendo costruire la torretta occidentale la cui cupola girevole fu realizzata dal meccanico dell'Osservatorio Pasquale Moreno.
Nel 1914, il telescopio visse il suo momento di gloria internazionale partecipando alla spedizione a Teodosia (Crimea) per l'eclisse di Sole del 21 agosto, guidata dagli astronomi Mengarini, Riccò e Taffara. L'installazione italiana fu giudicata la migliore "e per importanza di istrumenti montati e per numero di osservatori".
Nonostante i restauri di Azeglio Bemporad nel 1928, che ne ripulì le lenti e perfezionò l'orologeria pur definendolo ormai "preistorico", lo strumento tornò a giacere inutilizzato nella sala centrale nel 1929. Fu riusato nel gennaio 1936 per l'osservazione di un'eclisse totale di Luna.
FONTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO *
FONTI E DOCUMENTI
genere
documentazione esistente
denominazione
Attività scientifica. Strumenti
nome archivio
Archivio Storico dell'Osservatorio Astronomico di Capodimonte
FONTI E DOCUMENTI
genere
documentazione esistente
denominazione
Eclisse 1870. Corrispondenza scientifica sull'eclisse
nome archivio
Archivio Storico dell'Osservatorio Astronomico di Palermo
citazione completa
Bemporad, Azeglio, Cenno storico sull'attività dell'Istituto nel primo secolo di vita, Napoli, Tipografia Contessa, 1929, pp.4-7
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Brioschi, Carlo, Commentarj Astronomici della Specola di Napoli, Napoli, Tipografia nella Pietà dei Turchini, 1824-26, pp.134-139
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Carnera, Luigi, Eclissi totale di luna dell'8 gennaio 1936. Osservazioni fatte nel R. Osservatorio Astronomico di Capodimonte, in: Rendiconti della R. Accademia delle scienze fisiche e matematiche, 1936, ??, p.??
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La Collina di Urania, a cura di M. Rigutti, Napoli, Elio de Rosa Editore, 1992, n. 13
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Contarino, Francesco, Cenno storico del R. Osservatorio di Capodimonte in Napoli, Torino, Unione Tipografica Editrice, 1900, pp.7,9-10,13
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Corrispondenza astronomica fra Giuseppe Piazzi e Barnaba Oriani, Milano, Hoepli, 1874, p.154
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De Gasparis, Annibale, Sullo stato del R. Osservatorio di Capodimonte e sui lavori in esso eseguiti dal 1819 al 1883, Napoli, Tipografia dell'Accademia Reale delle Scienze, 1884, p.6
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L'eclisse totale di Sole del 1870 in Sicilia, a cura di Ileana Chinnici, Palermo, INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo G. S. Vaiana, 2008 p.40, p. 48
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Fergola, Emanuele, R. Osservatorio astronomico di Napoli, in: Monografie delle Università e degli Istituti Superiori, Roma, Tipografia operaia romana cooperativa, 1911-1913, 2 voll., II, pp.581-610
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Nicolini, Tito, Il Reale Osservatorio Astronomico di Capodimonte a Napoli, in: Coelum, vol. 10, 1940, pp.20
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Osservatorio Astronomico di Capodimonte a Napoli, a cura del Ministero della Pubblica Istruzione, Direzione dell'Istruzione Superiore, Roma, 1956, pp.10,15,28
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Zach, Franz Xaver von, Correspondance astronomique, géographique, hydrogrephique et statistique du Baron De Zach, vol. II, Gênes, chez A. Ponthenier, 1819, p.537