DATI ANALITICI
DESCRIZIONE (*)
oggetto
Lo strumento poggia su una base a tre bracci con viti calanti per il livellamento. Il sistema di misura orizzontale è dominato da un cerchio azimutale (35 cm) con lembo in argento graduato ogni 5'. La struttura è a cerchi complanari: un cerchio esterno fissabile al sostegno e un cerchio alidada interno, reso solidale al primo tramite morse a vite e regolabile con finezza da una vite micrometrica.
Per la lettura dell'azimut, l'alidada dispone di quattro noni che offrono una sensibilità di 4", la cui precisione è supportata da due microscopi micrometrici montati su un braccio rotante.
La parte superiore ospita un cannocchiale (apertura 3,5 cm), il cui asse orizzontale poggia su sostegni che ne permettono lo sgancio per l'inversione, manovra necessaria a eliminare l'errore di collimazione. Solidale all'asse del cannocchiale si trova un semicerchio verticale per la misura delle altezze, anch'esso con scala in argento (passo 2.5°). Il movimento verticale è gestito da una seconda alidada (originariamente due) e da un sistema di vite micrometrica per piccoli spostamenti.
funzione
Lo strumento era destinato a usi geodetici e geografici, impiegato per misurare l'angolo azimutale e zenitale nei rilievi topografici di un territorio.
In ambito astronomico, il teodolite trova applicazione nella determinazione delle coordinate celesti di un oggetto stellare, come la misura dell'azimut rispetto al polo celeste, e l'altezza apparente rispetto all'orizzonte locale attraverso il semicerchio verticale.
L'operatività è arricchita dalla possibilità di inversione del cannocchiale sui suoi sostegni, manovra tecnica essenziale per determinare ed eliminare l'errore di collimazione, garantendo così l'attendibilità del dato scientifico sia nelle osservazioni notturne che nei rilievi geodetici diurni.
ISCRIZIONI
classe di appartenenza
copyright
tecnica di scrittura
Incisione
trascrizione
Reichenbach u Utzschneider in München
FONTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO *
FONTI E DOCUMENTI
genere
documentazione esistente
denominazione
Amministrazione. Inventari
nome archivio
Archivio Storico dell'Osservatorio Astronomico di Capodimonte
FONTI E DOCUMENTI
genere
documentazione esistente
denominazione
Sede. Lavori di fabbrica
nome archivio
Archivio Storico dell'Osservatorio Astronomico di Capodimonte
citazione completa
Brioschi, Carlo, Commentarj Astronomici della Specola di Napoli, Napoli, Tipografia nella Pietà dei Turchini, 1824-26, p.141-142
citazione completa
De Gasparis, Annibale, Sullo stato del R. Osservatorio di Capodimonte e sui lavori in esso eseguiti dal 1819 al 1883, Napoli, Tipografia dell'Accademia Reale delle Scienze, 1884, pp.5,8
citazione completa
Zach, Franz Xaver von, Correspondance astronomique, géographique, hydrogrephique et statistique du Baron De Zach, vol. II, Gênes, chez A. Ponthenier, 1819, p.535-536
ANNOTAZIONI
osservazioni
Questo teodolite è documentato nell'elenco della strumentazione utilizzata da Federigo Zuccari presso la Specola di San Gaudioso.
Con ogni probabilità, si tratta dello strumento che lo stesso Zuccari acquistò nel 1812 dall'Osservatorio di Brera. In quell'anno, l'astronomo si trovava a Milano per "istruirsi nell'astronomia pratica" sotto la guida di Barnaba Oriani. Per una cifra di circa 1860 Ducati, Zuccari ottenne da Oriani non solo questo teodolite, ma anche un cerchio moltiplicatore e uno strumento di passaggi.
Una volta trasferita la strumentazione nella sede di Capodimonte, il teodolite trovò una collocazione specifica: fu installato sopra un tripode di legno all'interno della Ia Stazione Magnetica (edificata negli anni 1879-80). In tale sede, operava in coordinazione "insieme ad un antico Magnetometro di Gauss sospeso al soffitto", testimoniando l'uso del teodolite non solo per scopi astronomici o geodetici, ma anche per il rilievo delle variazioni magnetiche terrestri.