Macchina parallattica vecchia

 
ID SCHEDA25
 
tipo di scheda
tipo di schedaPST
 
 
OGGETTO
definizione
tipologiaRifrattore in montatura equatoriale
denominazioneMacchina parallattica vecchia
 
QUANTITÀ
numero1
 
DEFINIZIONE IN ALTRA LINGUA
definizioneTelescope
tipologiaEquatorial refracting telescope
 
CRONOLOGIA
Datazione1820 ca. - 1822 ca.
 
CATEGORIA
categoria principale
Parole chiaveCannocchiale astronomico
 
LOCALIZZAZIONE
istituzioneOsservatorio Astronomico di Padova
denominazione raccolta
 
LUOGO DI PROVENIENZA/ESECUZIONE
tipo di localizzazioneluogo di esecuzione/ fabbricazione
statoGermania
cittàMonaco
tipologiaDitta
denominazioneDitta Utzschneider u. Liebherr
 
 
AUTORE
nome scelto
ruolocostruttore meccanica
nome scelto
ruololavorazioni ottiche
 
DATI TECNICI
materia e tecnicaottone, ferro
unità di misuracm
altezza130
larghezza40
lunghezza137
specificheObiettivo : apertura 6,5 ; focale: 80
 
 
DATI ANALITICI
descrizione oggettoMacchina parallattica vecchia con cannocchiale acromatico.
descrizione soggettoQuesto cannocchiale acromatico, a montatura equatoriale, è da due circoli uno detto 'equinoziale' od orario e uno di declinazione. Il primo giace su di un piano parallelo all’equatore celeste mentre il secondo ruota, con tutto il piano che lo contiene, attorno al sostegno tronco-conico disposto parallelamente all’asse del mondo. Al centro del circolo di declinazione s’impernia il cannocchiale, rotante lungo il lembo. Il diametro di entrambi i circoli è di 24 pollici parigini (64 cm circa). La graduazione del circolo orario è scolpita in argento ed è divisa di 20 in 20 secondi di tempo, mentre i due nonii misurano il singolo secondo. Il circolo di declinazione è sezionato in quattro quadranti su ciascuno dei quali è incisa la graduazione di 90° divisa di 5 in 5 minuti primi, in questo caso i due nonii determinano i 4 secondi. Il cannocchiale era dotato di tre diversi oculari astronomici, ora perduti, ai quali si adattava un piccolo prisma, anch’esso perduto.
Costituivano parte integrante dello strumento il livello per la verificava del corretto stazionamento e la lanterna per l’illuminazione dei fili del reticolo: La macchina parallattica altro non è che un telescopio di tipo equatoriale la luce, che giungeva da una apertura praticata al centro del cannocchiale, era inviata verso il reticolo oculare mediante la riflessione ad angolo retto dei raggi luminosi.
Per evitare l’uso della lanterna, soprattutto nell’osservazione di astri di debole luminosità, fu costruita appositamente "un’altra canna oculare" alla quale si potevano adattare gli oculari in dotazione e si sostituì il reticolo filare interno con "sottili lamine metalliche visibili nel campo colla sola luce stellare, e alle quali si osservano gli appulsi o le sortite delle comete e delle stelle di confronto".
La macchina, in origine montata su una base di pietra istriana e su di una colonna di ferro fuso, poggia ora su di una struttura di ferro provvisoria.
funzioneLa macchina parallattica altro non è che un telescopio di tipo equatoriale in grado di seguire il moto di un astro lungo qualsiasi parallelo celeste, questo era possibile associando i movimenti rotatori del circolo orario e del circolo di declinazione.
Il cannocchiale veniva anche utilizzato per le osservazioni di stelle doppie e di diametri planetari questo grazie a un micrometro filare rotatorio a ripetizione.
Infine, il cannocchiale era dotato di tre diversi oculari astronomici, ora perduti, ai quali si adattava un piccolo prisma, anch’esso perduto, per le osservazioni zenitali
 
ISCRIZIONI
posizioneSul lembo del circolo di declinazione
trascrizione“Utzschneider u.nd Liebherr in München”
 
 
STATO DI CONSERVAZIONE
indicazioni specificheLo strumento è stato manomesso e mancano alcuni accessori.
 
 
ACQUISIZIONE
tipo acquisizioneAcquisto
nomeGiovanni Santini
data acquisizione1822
 
ANNOTAZIONI STORICHE
osservazioniUna volta rimpiazzato il vecchio strumento dei passaggi, divenne prioritario per l'osservatorio padovano dotarsi anche di una moderna macchina parallattica. L'acquisto di questo nuovo strumento era stato sollecitato da Santini al governatore di Venezia sin dal 1816, sia in considerazione del fatto che la Specola aveva necessità di mettersi "al pari dei principali stabilimenti di tal fatta" sia perchè lo stesso Santini, già dall'anno precedente, era stato contattato dall'astronomo tedesco Bernard von Lindenau, direttore dell'Osservatorio di Gotha, a partecipare ai lavori per una "minuta e precisa revisione del cielo", progettata da Henrich Wilhelm Olbers, Carl Friedrich Gauss e lo stesso Lindenau. Tale lavoro non poteva essere svolto senza uno strumento di adeguata precisione. Inoltre, soddisfatto dello strumento dei passaggi ed avendo appena acquistato anche un circolo moltiplicatore di Reichenbach, del quale lodava l'esima riuscita, Santini auspicava quindi di poter ottenere un equatoriale dello stesso costruttore, che già aveva realizzato per gli Osservatori di Pisa e di Napoli. Tuttavia non avendo ricevuto risposte favorevoli dal governatore, Santini si trovò costretto a rinunciare al progetto di collaborazione con Lindenau.
Due anni dopo in veste di direttore della Specola, Santini tornò a fare richiesta dello strumento sottolinenando come in mancanza di un adeguato equatoriale non si potessero "osservare che con cannocchiali volanti i nuovi astri, le comete, le quali non sono quasi mai visibili al meridiano". Nell'occasione il professore padovano indicò nuovamente come più adatto per gli scopi dell’Osservatorio l'equatoriale prodotto dagli artefici Reichenbach ed Utzschneider di Monaco.
Fu solo nel 1820 che il magnifico rettore Giuseppe Antonio Bonato diede comunicazione a Santini che era stata ordinata all'artefice S. Utzschneider di Monaco la Macchina Parallattica ad uso di questo I. R. Osservatorio, ma perchè lo strumento venisse realizzato e potesse giungere finalmente a Padova furono necessari due ulteriori anni. Nel 1822 il nuovo equatoriale, corredato delle accurate istruzioni di Utzschneider per il suo corretto collocamento era infine a disposizione degli astronomi padovani.
Questa macchina, destinata a sostituire il vetusto equatoriale del Rodella, fu collocata nel cupolino est alla sommità della Specola, luogo pensato e progettato fin dalla nascita del'Osservatorio per accogliere questo tipo di strumenti. Qui l'equatoriale, "appoggiato ad una colonna verticale robusta di ferro fuso eretta sopra solidissima base di pietre istriana", rimase in uso fino al 1858, anno in cui venne acquistata una nuova macchina parallattica, l'equatoriale di Starke.
 
 
FONTI E DOCUMENTI
denominazioneCorrispondenza Lindenau a Santini
data1 dicembre 1815
nome archivioArchivio Storico dell'Osservatorio Astronomico di Padova
posizioneOAPD, fondo Santini, corrispondenza, vol. 2
denominazioneCorrispondenza Utzschneider a Santini
data4 febbraio 1822
nome archivioArchivio Storico dell'Osservatorio Astronomico di Padova
posizioneOAPD, fondo Santini, corrispondenza, vol. 2
denominazioneAtti e dati relativi a strumenti: "macchina parallattica di Utzschnaider"
nome archivioArchivio Storico dell'Osservatorio Astronomico di Padova
posizioneOAPD, A.A. atti, b. XV, fasc. I
denominazioneCatalogo degli acquisti 1822-1823
nome archivioArchivio Storico dell'Osservatorio Astronomico di Padova
denominazioneInventari: Catalogo delle macchine astronomiche contenute nel R.° Osservatorio dell'Università di Padova
data1868
nome archivioArchivio Storico dell'Osservatorio Astronomico di Padova
posizioneOAPD, A.A., notizie storiche, inv., b.VI, fasc. 11
denominazioneInventario delle proprietà mobili dello Stato esistenti al 31 dicembre 1870 nell’Osservatorio Astronomico
data1870
nome archivioArchivio Storico dell'Osservatorio Astronomico di Padova
posizionearchivio moderno, amm. contabilità, inventari
 
BIBLIOGRAFIA
citazioneGiovanni Santini, Elementi di Astronomia, I, Padova 1830, pp. 57-63
citazioneGalileo e Padova, mostra di strumenti libri e incisioni, catalogo della mostra, 19 marzo - 22 maggio, Comune di Padova 1983
citazioneLuisa Pigatto, Santini e gli strumenti della Specola in AA.VV., Giovanni Santini, astronomo, Celebrazioni nel secolo centenario della nascita 30 maggio 1987, Padova, 1988
citazioneValeria Zanini, Gli strumenti scientifici alla Specola di Padova, in Atti del Seminario ‘Storia delle Scienze e delle tecniche nell’Ottocento veneto: le scienze astronomiche’., Venezia 20-21 ottobre 2005 p.145
citazioneZanini Valeria, Gli strumenti scientifici della Specola. Catalogo in La Specola di Padova. Da torre medievale a museo, Padova, Signum Ediore, p. 150
 
MOSTRE
titoloGalileo e Padova - Mostra di strumenti libri incisioni
luogo, sede espositiva, dataPadova, Palazzo della Ragione, 19 marzo - 22 maggio 1983
 
COMPILAZIONE
Autore della schedaZanini, Valeria