Matematico, soldato e naturalista, fu VII duca di Noja, cittadina pugliese che dal 1864 ha preso il nome di Noicattaro.
Sebbene la sua formazione iniziale fosse improntata alle lettere, la sua vera vocazione emerse nelle scienze esatte.
Carlo di Borbone, riconoscendone il valore, lo nominò lettore di matematica e ottica presso l'Università di Napoli, un incarico che rifletteva la sua profonda conoscenza della fisica sperimentale. Fu un pioniere della geologia e della botanica marina. La sua "Camera di Storia Naturale" era celebre in tutta Europa per la ricchezza di reperti mineralogici e botanici.
Nel 1743 istituì il reggimento "Terra di Bari", partecipando attivamente alla Guerra di Successione Austriaca. Si distinse particolarmente nella Battaglia di Velletri (1744).
L'opera per cui è passato alla storia è la monumentale
Mappa topografica della città di Napoli e de' suoi contorni. Nel 1750 scrisse la
Lettera ad un amico in cui espose la necessità di una mappa scientifica basata su rilievi geometrici precisi, superando le approssimative vedute prospettiche del passato. Nonostante l'interesse del re e il finanziamento ottenuto dal Senato napoletano, morì prima di vedere l'opera finita. La mappa fu completata e pubblicata nel 1775 da Giovanni Pignatelli, principe di Monteroduni, e aggiornata dall'architetto Niccolò Carletti.