Cerchio meridiano di Reichenbach-Ertel

 
ID SCHEDA8147
 
tipo di scheda
tipo di schedaPST
 
RELAZIONI
RELAZIONI DIRETTE
tipo schedaAST
codice bene2425
tipo schedaAST
codice bene1346
tipo schedaAST
codice bene2519
 
 
OGGETTO
definizioneCerchio
tipologiaMeridiano
parti e/o accessoriApparecchio per l'inversione del cerchio
denominazioneCerchio meridiano di Reichenbach-Ertel
 
DEFINIZIONE IN ALTRA LINGUA
definizioneMeridian Circle
 
CRONOLOGIA
Datazione1820 - 1822
 
CATEGORIA
categoria principaleAstronomia
Parole chiavecerchio meridiano
 
LOCALIZZAZIONE
istituzioneOsservatorio Astrofisico di Torino
denominazione raccoltaCollezione museale dell'Osservatorio astrofisico di Torino
 
LUOGO DI PROVENIENZA/ESECUZIONE
tipo di localizzazioneluogo di esecuzione/ fabbricazione
statoGermania
cittàMonaco
tipologiaOfficina
denominazioneReichenbach
 
 
AUTORE
nome sceltoReichenbach, Georg Friedrich von
forma per la visualizzazioneGeorg Friedrich von Reichenbach
ruolocostruttore
nome sceltoErtel, Traugott Leberecht von
forma per la visualizzazioneTraugott Leberecht von Ertel
ruolocostruttore
NOMI CORRELATI
Forma per la visualizzazioneAngelo Salmoiraghi
 
DATI TECNICI
materia e tecnicaottone - acciaio - vetro - argento
unità di misuram
diametro1
 
 
DATI ANALITICI
descrizione oggetto

Il cerchio meridiano di Reichenbach - Ertel è dotato di un cerchio graduato con il lembo in argento di poco meno di un metro di diametro (tre piedi parigini) su cui è incisa una gradazione di 360° con una divisione ogni 3’. I quattro noni dell’alidada, spaziati di 90° l’uno dall’altro per eliminare l’errore di eccentricità del cerchio rispetto all’asse di declinazione, permettono di leggere gli angoli con l’approssimazione di 2”.  Sull’alidada era montata una livella per verificarne la stabilita’ durante le misure.



 


funzione

Lo strumento fu utilizzato intensamente per determinare la latitudine del Osservatorio di Torino oltre all'osservazione delle stelle in meridiano.


modalità d'uso

Lo strumento veniva utilizzato per determinare la posizione di astri in corrispondenza del loro passaggio in meridiano.

Tramite le osservazioni svolte prima e dopo l'inversione dello strumento è possibile determinare alcune delle costanti strumentali, come ad esempio l'errore collimazione.


 
 
ACQUISIZIONE
tipo acquisizioneAcquisto
nomeGiovanni Plana
data acquisizioneAntecedente 1822
 
ANNOTAZIONI STORICHE
osservazioni

Il cerchio meridiano fu costruito dal celebre Georg von Reichenbach, uno dei più reputati costruttori di strumenti astronomici di precisione della sua epoca. Reichenbach aveva messo a punto una nuova tecnica di grande precisione per la divisione dei cerchi graduati e i suoi strumenti hanno equipaggiato quasi tutti i maggiori osservatori europei, da Napoli a Pietroburgo. Il cerchio meridiano di Torino fu acquistato da Giovanni Plana nel 1822 e collocato a Palazzo Madama, ed è stato lo strumento principale dell’osservatorio per diversi decenni. Collocato nel piano del meridiano sostenuto da due pilastri laterali, fu utilizzato estesamente dallo stesso Plana nei primi anni per determinare la latitudine del nuovo osservatorio ed il tempo con l’osservazione dei passaggi di stelle in meridiano. Il suo uso divenne però più sporadico quando Plana abbandonò quasi completamente i lavori di astronomia pratica per dedicarsi alla meccanica celeste cosicché le osservazioni a questo strumento, spesso affidate ad un assistente, ebbero come scopo quasi esclusivo la determinazione del tempo. Con Dorna e con Porro la situazione rimase pressoché immutata, lo strumento essendo ormai un po’ antiquato.  Boccardi iniziò ad utilizzarlo nelle condizioni ormai un po’ degradate in cui lo trovò a Palazzo Madama, ma dovette riconoscere che necessitava ormai di un radicale intervento di manutenzione e revisione. Il restauro fu compiuto dopo il trasferimento a Pino Torinese, con l’aggiunta di quattro nuovi microscopi micrometrici costruiti da Salmoiraghi per la lettura del cerchio graduato e, collocato in una nuova sala meridiana, fu utilizzato per determinazioni di tempo e di coordinate stellari, cioè l’uso d’elezione cui questi strumenti erano destinati. Rimase in servizio fino agli anni Trenta, quando, dopo più un secolo di onorato servizio, fu sostituito da uno strumento più moderno. 


 
 
BIBLIOGRAFIA
citazioneOsservar le stelle. 250 anni di astronomi a Torino. La storia e gli strumenti dell'Osservatorio Astronomico di Torino, Torino, Silvana editoriale, p212
 
COMPILAZIONE
Autore della schedaFederico Di Giacomo