DESCRIZIONE (*)
oggetto
Lo strumento è un barometro a mercurio tipo Fortin, montato su una tavoletta in legno di palissandro (13×110 cm). La parte meccanica è composta da un tubo di vetro (diametro 1 cm) che pesca in un pozzetto inferiore più ampio, con un diametro di 6,6 cm.
Per facilitare l'operazione di azzeramento e la lettura del dato, sulla tavoletta sono applicate due piastrine in carta di contrasto: una è posizionata dietro la scala graduata superiore e l'altra dietro il pozzetto, permettendo di visualizzare con estrema nitidezza sia il menisco del mercurio che il riferimento del punto zero (la punta d'avorio). La misura è affidata a una scala millimetrica dotata di un nonio di precisione, azionato da una vite micrometrica.
Lo strumento è privo del termometro a mercurio, originariamente previsto per la correzione termica delle letture.
modalità d'uso
Lo strumento è destinato alla misurazione della pressione atmosferica assoluta mediante la valutazione del dislivello tra la superficie libera del mercurio all'interno della canna barometrica e quella nella vaschetta sottostante.
La particolarità del sistema Fortin risiede nella vaschetta, un cilindro di vetro con fondo in pelle di camoscio che può essere regolato tramite una vite inferiore. Questa struttura permette di tarare lo strumento prima di ogni lettura: agendo sulla vite, l'operatore solleva o abbassa il livello del mercurio nella tazza fino a farlo coincidere esattamente con l'estremità di una punta in avorio fissata al coperchio. Questa operazione fissa il "punto zero" della misura, annullando l'errore causato dalle variazioni di volume del mercurio nel pozzetto.
Una volta azzerato lo strumento, si procede alla lettura sulla parte superiore della canna barometrica, protetta da un tubo metallico. Qui, una scala graduata e un nonio azionato da una vite micrometrica consentono di determinare l'altezza della colonna di mercurio con estrema precisione. In ambito astronomico, tale dato era fondamentale per calcolare i coefficienti di rifrazione atmosferica, permettendo di correggere la posizione apparente degli astri osservati al telescopio.