Lo strumento venne realizzato nell'officina di
Mègniè a Parigi. La macchina parallattica faceva originariamente parte dell’attrezzatura dell’osservatorio privato di
Antonio Cagnoli, diplomatico veronese che si dedicava all’astronomia. Nonostante il Cagnoli fosse un astronomo amatoriale i suoi risultati erano di altissimo livello, tanto che era tenuto in grande stima dai maggiori scienziati francesi dell’epoca.
Durante i bombardamenti di Verona del 1796, operati da Napoleone Bonaparte, nel corso della campana d’Italia, l’osservatorio di Cagnoli venne danneggiato seriamente come alcuni dei sui strumenti. Lamentandosi dell’accaduto con l’amico
Lalande, questi riferì l’accaduto direttamente a Napoleone, il quale si elesse come protettore dell’astronomo veronese e gli ripagò abbondantemente i danni subiti. Ben presto Napoleone pretese che l’astronomo si trasferisse a Milano capitale del nuovo Regno d’Italia. Cagnoli non poté sottrarsi all’imposizione di Bonaparte e a suo malgrado, dopo aver ripartito la sua strumentazione tra l’Osservatorio di Bologna e quello di Brera, nel 1797 si trasferì nella città lombarda dove fu assegnato all’Osservatorio milanese. In particolare, la sua macchina parallattica, dopo essere stata riparata dal meccanico dell’Osservatorio di Brera
Giuseppe Megele, venne posizionata nella torretta a Sud-Est al posto della macchina parallattica di Adams.