DATI ANALITICI
DESCRIZIONE (*)
oggetto
Telescopio rifrattore in ottone che si sviluppa attorno a un robusto asse polare lungo 133 cm, alla cui estremità inferiore è fissato il cerchio equatoriale (orario) dal diametro di 74 cm. Questo cerchio presenta una scala graduata incisa su una placca d'argento con una risoluzione estremamente fine di 4" (quattro secondi d'arco). A circa un metro di distanza dalla base dell'asse polare si trova il cerchio di declinazione, anch'esso caratterizzato da una scala graduata con passo di 4". La precisione della lettura angolare è assicurata da due noni a linguetta contrapposti e fissati all'alidada, sistema progettato per compensare eventuali errori di eccentricità.
Sul dado centrale dello strumento è applicata una placca originale in ottone: "Reichenbach fecit München 1814".
L'apparato ottico è completato da un reticolo dotato di un unico filo orario e uno di declinazione; l'oculare è inoltre equipaggiato con un micrometro filare, accessorio indispensabile per misurare le minime differenze di declinazione tra gli astri all'interno del campo visivo.
funzione
Lo strumento era destinato alle osservazioni celesti, con una specializzazione nel campo dell'astrometria e della meccanica celeste.
Grazie alla sua montatura equatoriale e alla risoluzione millesimale dei cerchi graduati (4"), il telescopio era impiegato per la determinazione accurata delle coordinate dei corpi celesti e per lo studio dei loro movimenti apparenti.
modalità d'uso
Il funzionamento dello strumento si fonda sulla sua montatura equatoriale (o parallattica), concepita per annullare gli effetti della rotazione terrestre durante le osservazioni. L’intero apparato ruota attorno all'asse polare, inclinato in modo da risultare parallelo all'asse di rotazione della Terra. Questa configurazione permette all'astronomo di seguire il moto apparente degli astri agendo su un unico movimento rotatorio (quello orario), mantenendo l'oggetto celeste costantemente all'interno del campo visivo.
ISCRIZIONI
trascrizione
Reichenbach und Utzschneider in München 1814
NOTIZIE STORICO-CRITICHE
"
La nostra macchina equatoriale, una delle migliori in tal genere uscita dalla celebre fabbrica di Reichenbach di Monaco, è quella la quale attese le assidue cure e grandi precauzioni ripetutamente usatesi si trova meglio delle altre in istato di servire con vantaggio all'esigenze della pratica".
Considerato il vero motore scientifico dell'Osservatorio nella prima metà dell'Ottocento, questo strumento fu acquistato da Federigo Zuccari presso la ditta Reichenbach di Monaco nel 1814, tramite l’intermediazione del barone von Zach. Giunto a Napoli ancor prima che fosse completata la costruzione della Specola, fu inizialmente depositato presso la Biblioteca Reale; nel 1815, "
il Gran Telescopio di Reichenbach" fu trasportato all'Osservatorio di San Gaudioso in attesa della sistemazione definitiva a Capodimonte.
Tra l'aprile del 1827 e l'agosto del 1829, Ernesto Capocci e Leopoldo del Re utilizzarono l'equatoriale per un'imponente opera di catalogazione nella regione compresa tra -15° e +15° di declinazione. Misurarono la posizione di ben diciassettemila stelle, compilando una mappa che la Reale Accademia delle Scienze di Berlino valutò eccellente per "
l'eleganza e la bellezza congiunta all'esattezza ed alla precisione".
Lo strumento è noto per essere stato il mezzo con cui Annibale de Gasparis, tra il 1849 e il 1865, scoprì nove nuovi pianetini (asteroidi), portando Napoli alla ribalta internazionale:
| Igea Borbonica |
12 aprile 1849 |
| Partenope |
11 maggio 1850 |
| Egeria |
2 novembre 1850 |
| Eunomia |
29 luglio 1851 |
| Psiche |
17 marzo 1852 |
| Massalia |
19 settembre 1852
.
|
Questi successi valsero a De Gasparis la medaglia d'oro della Royal Astronomical Society nel 1851, con la seguente motivazione: "
It is now my duty, Gentlemen, to announce to you that the Council have awarded the Medal of the Society to Signor Annibal de Gasparis, for the discovery of the three planets, Hygeia, Parthenope, and Egeria".
Nonostante il passato glorioso, nel 1916 il direttore Azeglio Bemporad considerò lo strumento di "
singolare pregio storico", ma "
di ingombro inutile ... anzi dannoso, per un istituto destinato essenzialmente all'astronomia pratica". Propose quindi la cessione al Museo di San Martino: "
Penso che per il pubblico, che non ha familiarità cogli strumenti astronomici, questo piccolo equatoriale dovrebbe costituire una singolare attrattiva, anche a prescindere dalle scoperte fatte col medesimo le quali potrebbero venir riassunte in una breve tabella da affiggersi accanto allo strumento".
FONTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO *
FONTI E DOCUMENTI
genere
documentazione esistente
nome archivio
Archivio Storico dell'Osservatorio Astronomico di Capodimonte
posizione
Amministrazione. Conti, B. 2. f. 2
FONTI E DOCUMENTI
genere
documentazione esistente
nome archivio
Archivio Storico dell'Osservatorio Astronomico di Capodimonte
posizione
Attività scientifica. Strumenti, B. 3, f. 5
citazione completa
Adams, John Couch, Address delivered by the Astronomer Royal, president of the Society, on presenting the Honorary Medal of the Society to Dr. Annibale de Gasparis, in: Monthly notices of the Royal Astronmical Society, Vol. 11, 1851, pp.116-120
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Bemporad, Azeglio, Cenno storico sull'attività dell'Istituto nel primo secolo di vita, Napoli, Tipografia Raffaele Contessa, 1929, pp.4-9
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Brioschi, Carlo, Commentarj Astronomici della Specola di Napoli, Napoli, Tipografia nella Pietà dei Turchini, 1824-26, p.128-131
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La Collina di Urania, a cura di M. Rigutti, Napoli, Elio de Rosa Editore, 1992, n. 7
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Contarino, Francesco, Cenno storico del R. Osservatorio di Capodimonte in Napoli, Torino, Tipografia Editrice, 1900, p.7
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Corrispondenza astronomica fra Giuseppe Piazzi e Barnaba Oriani, Milano, Hoepli, 1874, p.154,168
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De Gasparis, Annibale, Sullo stato del R. Osservatorio di Capodimonte e sui lavori in esso eseguiti dal 1819 al 1883, Napoli, Tipografia dell'Accademia Reale delle Scienze, 1884, pp.7-8
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Guerrieri, Eugenio, Passaggio del pianeta Mercurio sul disco solare osservato nel R. Osservatorio Astronomico di Capodimonte il 14 novembre 1903, in: Rendiconti della R. Accademia delle Scienze Fisiche e Matematiche di Napoli, ff. 7-9, 1911, pp.1-11
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Nicolini, Tito, Il Reale Osservatorio Astronomico di Capodimonte a Napoli, in: Coelum, vol. 10, 1940, p.20
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Taddei, Emmanuele, in:Il Progresso delle scienze, delle lettere e delle arti , vol. 12, n. 23, 1835, pp. 160-165
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Zach, Franz Xaver von, Correspondance astronomique, géographique, hydrogrephique et statistique du Baron De Zach, vol. II, Gênes, chez A. Ponthenier, 1819, p.535-536
MOSTRE
luogo, sede espositiva, data
Musei Vaticani, ottobre 2009 - gennaio 2010