Antonio Maria Vassalli-Eandi

DataTorino, 30 gennaio 1761 - 5 luglio 1825
Nome completoVassalli Eandi, Antonio Maria

Antonio Maria Vassalli Nacque a Torino il 30 gennaio 1761 da Stefano Vassalli e da Teresa Eandi. Dopo aver perso il padre all’età di tre anni, andò a vivere assieme allo zio materno, Giuseppe Antonio Eandi, in quel momento ripetitore presso il collegio delle Provincie di Torino. Nel 1770 lo zio iniziò a insegnare filosofia nella scuola regia di Savigliano, presso la quale venne iscritto anche il giovane Antonio Maria. Nel 1776 lo zio fu nominato professore sostituto di Giambattista Beccaria per l’insegnamento di fisica sperimentale all’Università di Torino, e due anni dopo il nipote lo raggiunse ottenendo una borsa di studio per il collegio delle Provincie. Antonio Maria frequentò assiduamente Beccaria il quale ebbe un’influenza decisiva sulla sua formazione, stimolandolo allo studio delle relazioni tra l’elettricità e gli altri fenomeni naturali, con una particolare attenzione per quelli meteorologici e quelli del regno animale e vegetale.
Nel 1785 Vassalli ottenne l’insegnamento di filosofia presso la scuola regia di Tortona, dove ebbe modo di distinguersi nell’ambito della didattica della fisica sperimentale. L’anno successivo pubblicò le Memoria sopra il bolide degli 11 settembre 1784 e sopra i globi di fuoco in generale un ampio lavoro sui bolidi e le meteore, sostenendone l’origine elettrica. Questo lavoro ottenne consensi da numerose personalità, fra cui Giuseppe Toaldo, Horace-Bénédict de SaussureJean Sénebier, Lazzaro Spallanzani che tenne sempre in grande considerazione il giovane ricercatore piemontese. Al contrario Alessandro Volta si dimostrò critico nei confronti delle sue argomentazioni e questo fu il primo di una serie di contrasti destinati a culminare nella controversia sul galvanismo, sostenuto da Vassalli e negato da Volta, che condusse quest’ultimo alla costruzione del primo modello di pila. 
Nel 1789, l’anno della Rivoluzione francese, Vassalli pubblicò a Torino un’opera intitolata Memorie fisiche dedicate a S. Em. Reverendissima Vittorio Gaetano Cardinale Costa arcivescovo di Torino, di cui la quinta e ultima parte, Sperienze sopra l’elettricità de’ topi di casa, e de’ gatti domestici, era interamente dedicata al tema dell’elettricità animale da tempo al centro degli interessi degli scienziati sabaudi. In quegli anni a Torino si formò un Comitato galvanico al quale aderirono fra gli altri, oltre a Eandi e Vassalli, Francesco Rossi, Giuseppe Giacinto Rizzetti, Costanzo Benedetto Bonvicino e Giovanni Antonio Giobert, uno dei principali sostenitori della nuova chimica di Antoine-Laurent de Lavoisier in Italia. 
L’analisi dei rapporti tra i fenomeni meteorologici e l’agricoltura fu un altro degli interessi costanti nella carriera di Vassalli, il quale entrò a far parte della Società agraria torinese, nata nel 1785, ancor prima di essere nominato membro dell’Accademia delle scienze di Torino, il 17 novembre 1791, istituzione di cui sarebbe divenuto una delle figure più eminenti. 
Grazie all’interessamento del cardinale Vittorio Costa di Arignano, al quale aveva dedicato le Memorie fisiche, il 3 agosto dell’anno successivo Vassalli fu nominato professore sostituto di fisica sperimentale all’Università di Torino.Assieme allo zio, Antonio Maria iniziò così a realizzare un manuale in due volumi, Physicae experimentalis lineamenta ad subalpinos (Taurini 1793-1794), destinato ad avere un grande successo. Giacinto Carena (1826) avrebbe scritto nel ricordo del maestro che tra i motivi della realizzazione ci fu anche quello "di supplire almeno in parte, col fisico insegnamento, alla mancanza di quello della Chimica, e della Storia che chiamano naturale», due scienze che in quel momento non avevano ancora ottenuto «gli onori della cattedra". Lo stesso Spallanzani elogiò il manuale scrivendo "pel metodo, per la molta e scelta erudizione, per la solidità della dottrina, e per la precisione, e chiarezza". Vassalli, in particolare, oltre alla parte dedicata all’astronomia, realizzò anche le sezioni riguardanti i fenomeni termici e ottici, la mineralogia e l’elettrologia. 
Il 28 aprile 1796 Napoleone, che aveva assunto il comando dell’Armée d’Italie il 2 marzo precedente, costrinse l’esercito sabaudo all’armistizio di Cherasco, cui fece seguito il 15 maggio la Pace di Parigi. Vittorio Amedeo III morì poco dopo, in ottobre, e a lui succedette Carlo Emanuele IV. Il Regno di Sardegna riuscì a barcamenarsi in questa difficile situazione fino all’8 dicembre 1798, quando si verificò la capitolazione definitiva di Torino, con il conseguente crollo della monarchia. Nel febbraio del 1799, con il Piemonte ormai sotto il controllo francese, Vassalli si trasferì per un certo periodo a Parigi, chiamato a sostituire Prospero Balbo nella Commissione pesi e misure incaricata di definire il nuovo sistema metrico decimale. Vassalli conosceva bene la materia, visto che l’anno precedente aveva pubblicato il Saggio del sistema metrico della Repubblica francese. Nella capitale parigina, oltre a stringere amicizia con i membri della commissione, Vassalli venne introdotto da Joseph-Louis Lagrange negli ambienti scientifici parigini ed ebbe l’occasione di pubblicare alcune note sul Journal de physique diretto da Jean-Claude Delamétherie, relative al galvanismo e all’uso terapeutico dell’elettricità.
Mentre Vassalli era a Parigi, il Piemonte affrontò un momento assai delicato. Non molto tempo dopo la sua partenza, nel marzo del 1799, gli eserciti della seconda coalizione contro la Francia entrarono in Lombardia e avanzarono verso il Piemonte. Il 26 maggio il maresciallo russo Aleksandr Vasil′evič Suvorov dichiarò ripristinato il governo di Carlo Emanuele IV. Ma il 14 giugno 1800, dopo la vittoria di Napoleone sulle truppe austriache a Marengo, il Piemonte tornò a essere occupato dai francesi. Durante questo turbolento periodo, Giuseppe Eandi morì nominando suo erede il nipote Anton Maria, il quale, da quel momento, assunse il cognome di Vassalli-Eandi. 
Alla riapertura dell’Università, nel novembre del 1800, Vassalli-Eandi assunse definitivamente la titolarità della cattedra di fisica sperimentale, coadiuvato dal giovane Giacinto Carena, destinato a diventare uno dei nomi più prestigiosi della cultura sabauda nell’età del Risorgimento. I suoi interessi erano in linea con quelli del maestro e spaziavano dall’agricoltura al galvanismo alla meteorologia, e si caratterizzavano per la loro matrice sperimentale.
Tra coloro che iniziarono a seguire le lezioni di Vassalli-Enauidi spicca il nome di Amedeo Avogadro, il quale frequentò i corsi di fisica sperimentale come semplice uditore, riuscendo tuttavia a intraprendere ugualmente un percorso istituzionale in ambito scientifico, nonostante fosse laureato in giurisprudenza. Gli insegnamenti di Vassalli-Eandi ebbero su di lui un’influenza notevole, soprattutto per quanto riguarda il ruolo della conoscenza della storia della scienza e l’aggiornamento bibliografico, che rappresentarono uno dei tratti distintivi del metodo di indagine di Avogadro. 
Nel 1805 Napoleone gli concesse la Legion d’onore e fu nominato segretario del Gran consiglio d’amministrazione dell’Università di Torino. Nel 1810 divenne presidente della Società agraria di Torino e nel 1812 assunse la direzione della Specola e del Museo di storia naturale di Torino.
Dopo la caduta di Napoleone, a Vassalli non venne perdonato il ruolo di spicco durante la dominazione francese, e pertanto gli venne tolta la cattedra di fisica sperimentale e al suo posto venne chiamato il sacerdote Giorgio Follini. La rimozione di Vassalli suscitò sdegno e reazioni negative in ambito internazionale, Filippo Asinari di San Marzano, rappresentante del Regno di Sardegna al Congresso di Vienna, scrisse al ministro degli Esteri sabaudo Alessandro di Vallesa, dicendo "Ultimamente è apparso sui giornali viennesi un articolo tratto dalle gazzette italiane, riguardante la nostra Università, che ha suscitato sensazione. Ha prodotto reazioni da parte di tutte le assemblee ed ha molto colpito anche l’Imperatore Alessandro. Veniamo considerati come dei barbari che cacciano gli intellettuali, e tutti sono indignati per l’esclusione di Vassalli". Forse anche per questo motivo Vittorio Emanuele I stabilì che Vassalli mantenesse la direzione della Specola e del Museo di storia naturale. Venne inoltre nominato professore di fisica presso la nuova Accademia militare, aperta nel novembre del 1815, e impartì lezioni private di fisica al principe di Carignano, Carlo Alberto. Nel 1819 pubblicò sugli atti dell’Accademia le osservazioni meteorologiche effettuate da suoi predecessori, Somis e Bonino, e da lui stesso dal 1757 al 1817. Nel 1823 venne nominato membro della Giunta accademica incaricata di riordinare il Museo egizio; trovò così il modo di completare uno studio per verificare se i capelli delle mummie conservassero le proprietà igrometriche.
Nell’ultimo periodo della sua vita, abbandonata la battaglia sul galvanismo, si dedicò in particolare alle rilevazioni meteorologiche e allo studio dei problemi agricoli, acquistando anche un piccolo podere allo scopo di eseguire i suoi esperimenti, costantemente assistito dal nipote, Secondo Berretti, che fu anche il suo primo biografo. 
La sua salute, sempre piuttosto fragile, iniziò a declinareorì e infine il 5 luglio 1825 Antonio Maria Vassalli-Eandi mosì.

Dettagli
Categoria
Fisico eclettico, matematico
Attività
Novembre 1800, Professore di fisica sperimentale all’Università di Torino
1810, presidente della Società agraria
1812, Direzione della Specola e del Museo di storia naturale di Torino
1823, Membro della Giunta accademica incaricata di riordinare il Museo egizio
, 1805, Legion d’onore
Bibliografia

G.A. Eandi, Lettera di un amico al conte Prospero Balbo col ragguaglio delle sperienze di Luigi Galvani accademico bolognese intorno all’azione dell’elettricità ne’ movimenti muscolari, in Biblioteca oltremontana, 1791, vol. 1, pp. 261-282; 

S. Berruti, Saggio sulla vita e sugli scritti del prof. Antonio Maria Vassalli-Eandi, Torino 1825

M. Ciardi, Medicina, tecnologia civile e militare, filosofia naturale. L’insegnamento della fisica nel Regno di Sardegna, in Studi settecenteschi, XVIII (1998), pp. 217-247

L. Spallanzani, Edizione nazionale delle opere, parte IV, Opere edite direttamente dall’autore, VII, 1793-1798, a cura di M. Ciardi, Modena 2005

A. Avogadro, Tre manoscritti inediti, a cura di M. Ciardi, Firenze 2006

A.M. Vassalli-Eandi, Saggio sopra l’educazione e l’istruzione pubblica, a cura di P. Bianchini, Torino 2015

Autore schedaFederico Di Giacomo