Dopo aver compiuto i primi studi a Campobasso, nel 1818 si trasferì a Napoli "
per istudiare matematiche sotto la scorta del chiaro professor Guidi". L'anno successivo, su proposta di Giuseppe Piazzi, il re
Ferdinando I di Borbone lo nominò assistente presso il nuovo osservatorio di Miradois con l'obbligo di dimora. Nel 1832, grazie a un sussidio ministeriale, intraprese un lungo viaggio d'istruzione toccando "
le principali città dell'Italia, della Svizzera, della Germania renana, della Francia, del Belgio, dell'Inghilterra, e dell' Irlanda", durante il quale incontrò scienziati del calibro di
Jean Nicolas Pierre Hachette a Parigi e
Michael Faraday a Londra.
Nel 1833 ottenne la qualifica di Secondo Astronomo e dal 1839 ricoprì la cattedra di Algebra presso l'Università di Napoli. Nel 1838 curò l'edizione napoletana del
Traité élémentaire de physique dello scienziato
César-Mansuète Despretz. Sposò nel 1835 la poetessa
Maria Giuseppina Guacci, figura di spicco della vita culturale e politica risorgimentale, dalla quale ebbe tre figli: Arminio, che ne seguì le orme professionali, Francesco Carlo (1839), morto a soli due giorni di vita, ed Emilia Maria Elisabetta Irene (1840-?).
A causa delle sue idee liberali e della partecipazione ai moti del 1848 insieme a Ernesto Capocci, nel 1850 fu rimosso dall'insegnamento universitario. Solo con l'Unità d'Italia fu reintegrato nei suoi ruoli presso l'Osservatorio e insignito del titolo di Professore Emerito.
Scienziato poliedrico, la sua attività spaziò dalla matematica pura alla fisica, fino alle osservazioni di comete e pianeti. Si dedicò con particolare vigore allo studio del regime delle maree nel Golfo di Napoli e all'osservazione delle stelle cadenti. Proprio in quest'ambito, collaborando con
Ercole Dembowski, elaborò un metodo innovativo per determinare la differenza di longitudine tra Napoli e Palermo basato sul calcolo delle traiettorie dei meteoriti. Nonostante una salute cagionevole che ne condizionò costantemente l'operato, rimase una figura centrale dell'astronomia napoletana del XIX secolo.