Nel 1890 Emanuele Fergola gli accordò un posto di astronomo assistente provvisorio presso l'Osservatorio di Capodimonte. La sua carriera interna alla Specola proseguì regolarmente: nel 1897 fu promosso a secondo astronomo aggiunto e, solo due anni dopo, ottenne la qualifica di primo astronomo. I suoi interessi scientifici si focalizzarono principalmente sulla meteorologia e sulla climatologia locale, ambiti in cui fornì costanti contributi di analisi e monitoraggio.
Accanto all'attività scientifica, coltivò una profonda passione letteraria, distinguendosi come apprezzato autore di versi e piccoli monologhi, molti dei quali furono pubblicati da
Matilde Serao sulla rivista "La Settimana". La sua produzione letteraria fu notata per la delicatezza e la sensibilità estetica: "
La poesia dell'Alberti diventa spesso un'accurata analisi della bellezza femminile". Questa sua duplice natura di scienziato e letterato lo rese una figura originale nel panorama culturale napoletano a cavallo tra i due secoli.