Nacque in una famiglia napoletana di illustre tradizione culturale: il prozio
Nicola fu fondatore della scuola geometrica napoletana; lo zio
Francesco fu un eminente ingegnere geografo dell'Ufficio Topografico lo zio
Salvatore, esponente del vedutismo nello stile di Jakob Philipp Hackert, fu pittore della Corte di
Francesco I di Borbone.
Nonostante l'educazione rigorosa impartitagli dal padre
Gennaro, allievo dell'Accademia della Nunziatella e generale del Regno delle due Sicilie, egli volse i suoi interessi alla matematica e all'astronomia. Fondamentale fu l'incontro con
Nicola Trudi: "
Debbo dire di aver cominciato ad imparare qualche cosa solamente quando conobbi Nicola Trudi... [ricevendone] lezioni di Geometria analitica ed Algebra... e poche lezioni di Calcolo".
Iniziò la carriera didattica nel 1855 alla Nunziatella, passando poi all'Università di Napoli nel 1860. Nel 1863 divenne professore ordinario di Analisi superiore e astronomo assistente presso l'Osservatorio di Capodimonte. Nominato astronomo in seconda l'anno successivo, assunse le funzioni di direttore supplente durante gli impegni senatoriali di Annibale de Gasparis, al quale succedette ufficialmente come direttore e docente di Astronomia nel 1889. Fu stimato come insegnante: "
Egli era un insegnante efficacissimo per la chiarezza e gli studenti volenterosi seguivano anche per diversi anni i diversi corsi".
La sua produzione scientifica, iniziata nel 1850 con la matematica pura, si spostò dal 1864 sulla determinazione delle orbite di pianetini e comete. Nel 1869, in collaborazione con padre
Angelo Secchi, misurò la differenza di longitudine tra Napoli e Roma, introducendo per la prima volta in Italia l'uso del telegrafo per la trasmissione dei dati astronomici.
Il suo contributo più innovativo risale all'ottobre 1883 quando, presso l'Associazione Geodetica Internazionale, propose un programma sistematico di osservazioni "
in diversi luoghi scelti convenientemente" per misurare gli spostamenti del Polo terrestre. Dieci anni dopo concretizzò l'idea avviando una collaborazione con il Columbia College di New York; l'uso di telescopi zenitali identici permise di ottenere un nuovo valore della costante di aberrazione e una più precisa latitudine di Capodimonte.
Socio delle principali accademie europee, fu nominato Senatore del Regno nel 1905. Si ritirò nel 1909, lasciando il ricordo di "
un uomo egregio [che ha onorato] la scienza ed il suo paese".