Giuseppe Azzerboni

DataResina, 1764 ca. - Napoli, 1836 ante
Da non confondersi con l’incisore che ritrasse Carlo di Borbone nel primo tomo de Le Antichità di Ercolano Esposte (1757), si affermò nella Stamperia Reale di Napoli come specialista degli ornati, delle testatine e dei finalini. Il suo bulino accompagnò le più importanti pubblicazioni scientifiche e archeologiche del Regno: nel 1785 incise la vignetta per il Cornelii Nepotis Vitae e nel 1787 collaborò alla monumentale Istoria de' Tremuoti di Giovanni Vivenzio. Proseguì l'opera di illustrazione delle scoperte vesuviane, specializzandosi nella riproduzione di fregi, pitture parietali e piccoli oggetti. Infine realizzò i rami per i frontespizi e i cartigli dell’Atlante del Regno di Napoli ridotto in VI fogli e della Carta itineraria e militare del Regno di Napoli, collaborando a stretto contatto con Rizzi Zannoni, Alessandro D'Anna e Vincenzo Aloja.
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Incisore