Artista di spicco della scena neoclassica e accademica napoletana, si formò presso il Regio Istituto di Belle Arti sotto la guida di
Giuseppe Cammarano, ereditandone la precisione del segno e la nobiltà dell’impostazione ritrattistica.
Esordì alla prima Biennale Borbonica del 1826, distinguendosi immediatamente per una straordinaria perizia grafica. La sua abilità nel ritratto lo rese uno dei pittori più ricercati dalla Casa Reale dei Borbone e dall'aristocrazia cittadina, per i quali realizzò effigi caratterizzate da un'estrema vitalità, spesso utilizzando anche le tecniche dell'acquerello e del pastello. Nel 1830 fu nominato professore onorario dell'Istituto di Belle Arti. Fu una presenza costante nelle grandi esposizioni del Regno (1830, 1835 e 1859), mantenendo un ruolo di primo piano nella pedagogia artistica napoletana fino alla vigilia dell'Unità d'Italia.