Incisore rigoroso e abile disegnatore, fu il principale custode della tradizione del bulino a Napoli per gran parte del XIX secolo. Formatosi nell'alveo dell'Accademia napoletana, seppe fondere la lezione dei grandi maestri del passato con una tecnica esecutiva impeccabile, che gli valse la stima dei contemporanei come "bulinista scaltro" e interprete fedele dei classici.
Nel 1849 ottenne la cattedra di Incisione all'Accademia di Belle Arti di Napoli, ruolo che ricoprì ininterrottamente per quarant'anni, fino alla sua morte. Sotto la sua guida si formarono generazioni di artisti, ai quali trasmise la disciplina del segno nitido e la capacità di tradurre pittoricamente i chiaroscuri attraverso il solo intreccio delle linee incise. Fu un collaboratore fondamentale per la diffusione delle immagini delle opere d'arte del Museo Borbonico, realizzando rami di altissima qualità che contribuirono alla fama internazionale delle collezioni napoletane.