DEFINIZIONE CULTURALE
AUTORE/RESPONSABILITA' (*)
nome scelto
Reichenbach, Georg Friedrich von
forma per la visualizzazione
Georg Friedrich von Reichenbach
dati anagrafici/periodo di attività
1771 - 1826
motivazione dell'attribuzione
firma
riferimento all'autore
officina
AUTORE/RESPONSABILITA' (*)
nome scelto
Utzschneider, Joseph von
forma per la visualizzazione
Joseph von Utzschneider
dati anagrafici/periodo di attività
1763 - 1840
motivazione dell'attribuzione
firma
AUTORE/RESPONSABILITA' (*)
nome scelto
Liebherr, Joseph
forma per la visualizzazione
Joseph Liebherr
dati anagrafici/periodo di attività
1767 - 1840
motivazione dell'attribuzione
firma
AUTORE/RESPONSABILITA' (*)
nome scelto
Kohlschitter, Roberto
ruolo
costruttore meccanica
motivazione dell'attribuzione
firma
riferimento all'autore
officina
AUTORE/RESPONSABILITA' (*)
nome scelto
Riefler, Clemens
forma per la visualizzazione
Clemens Riefler
dati anagrafici/periodo di attività
1820-1876
motivazione dell'attribuzione
firma
riferimento all'autore
officina
AUTORE/RESPONSABILITA' (*)
nome scelto
Riefler, Sigmund
forma per la visualizzazione
Sigmund Riefler
dati anagrafici/periodo di attività
1847-1912
motivazione dell'attribuzione
firma
riferimento all'autore
officina
COMMITTENZA
circostanza
Fondazione dell'Osservatorio di Capodimonte
DATI ANALITICI
DESCRIZIONE (*)
oggetto
L'orologio è un regolatore astronomico dotato di un movimento meccanico con scappamento a riposo ad ancora e ruota in ottone. In origine, il sistema di precisione si affidava a una compensazione a verghe di acciaio e ottone. A causa dell'andamento "molto irregolare" del suo moto, nel 1934 lo strumento subì un radicale restauro: il vecchio pendolo fu sostituito con un'asta in acciaio invar, acquistata presso la ditta Riefler di Monaco. In questa occasione l'orologio fu anche elettrificato con l'aggiunta di contatti elettrici al secondo, trasformandolo in un generatore di impulsi. Il quadrante argentato mantiene la classica configurazione astronomica: minuti sul cerchio principale, secondi nel quadrante superiore e 24 ore in quello inferiore. Un'apposita targhetta all'interno della cassa di legno documenta l'intervento di ammodernamento.
funzione
L'orologio era specificamente destinato alla misura del tempo sidereo, il riferimento cronometrico basato sulla rotazione della Terra rispetto alle stelle fisse, fondamentale per le attività di ricerca astronomica. Grazie alla configurazione del quadrante diviso in 24 ore e alla preminenza dei secondi, lo strumento permetteva agli astronomi di determinare con precisione l'istante del transito degli astri al meridiano.
ISCRIZIONI
classe di appartenenza
commerciale
tecnica di scrittura
Incisione
trascrizione
Reichenbach Utzschneider u. Liebherr in München
ISCRIZIONI
classe di appartenenza
commerciale
tecnica di scrittura
Incisione
posizione
lente del pendolo
trascrizione
Riefler München - D.R.P. 100870 - 3023
ISCRIZIONI
classe di appartenenza
commerciale
tecnica di scrittura
Incisione
trascrizione
Antica Ditta Italiana iG. Kohlschitter Genova
Applicò pendolo e trasmettitore 1934-XIII
NOTIZIE STORICO-CRITICHE
L'orologio fa parte del primo nucleo di strumenti ordinati per il nascente Osservatorio. Nella nota di Federigo Zuccari del 1813, tra gli "Istromenti commessi per ordine di S. M il Re delle due Sicilie... a Monaco al Macchinista Sig.r Reichembach", è infatti elencato "un pendolo de' più perfetti". Lo strumento giunse a Napoli il 15 gennaio 1815 e fu inizialmente installato nel sito di S. Gaudioso, in attesa del completamento della sede di Capodimonte.
Il trasferimento sulla collina di Miradois avvenne nel 1819 sotto la direzione di Brioschi, il quale annota che il 1° febbraio 1820 "si è terminato di collocare il circolo occidentale e si è posto l'orologio annesso di Reichenbach a scappamento libero... e il pendolo ho trovato pesare chilogr. 15". L'inizio dell'attività fu tuttavia travagliato: Brioschi documenta che l'orologio "si è fermato quasi subito" e che l'intervento di un orologiaio locale lo aveva "piuttosto sconciato". Ciò nonostante, lo strumento mantenne un ruolo centrale per oltre un secolo.
Nel 1933, nell'ambito di una riorganizzazione degli spazi, fu collocato nel "casottino in muratura" (ex sede del collimatore di Reichenbach) per affiancare lo strumento dei passaggi di Bamberg. In questa fase, il vecchio pendolo di Reichenbach & Utzschneider assunse una funzione di coordinamento tecnico: "comanda un cronometro a cilindro, ove si possono far scrivere tanto il pendolo fondamentale di Riefler, che quello di Frodsham".
Infine, nel 1935, Luigi Carnera lo trasferì nella "cabina a temperatura costante (circa 27°C) pei pendoli fondamentali".
FONTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO *
FONTI E DOCUMENTI
genere
documentazione esistente
denominazione
Nota degli Istromenti esistenti nel Reale Osservatorio Astronomico di Napoli
nome archivio
Archivio di Stato di Napoli
posizione
Ministero dell'interno. II inv., F. 2313, f. 1
FONTI E DOCUMENTI
genere
documentazione esistente
denominazione
Osservazioni fatte alla Specola di Minadois dal 17. Dicembre 1819 al 31. Gennajo 1820
nome archivio
Archivio Storico dell'Osservatorio Astronomico di Capodimonte
posizione
Attività scientifica. Osservazioni, B. 1, f. 1
citazione completa
Brioschi, Carlo, Distanze circommeridiane dal zenit di stelle osservate coi circoli ripetitori e ridotte in: Commentarj Astronomici della Specola di Napoli, Napoli, Tipografia nella Pietà dei Turchini, 1824-26, p.4
citazione completa
Carnera, Luigi, La specola di Capodimonte negli anni 1932-1933, in: Calendario del R. Osservatorio Astronomico di Napoli, 1933, p.58-59
citazione completa
La Collina di Urania, a cura di M. Rigutti, Napoli, Elio de Rosa Editore, 1992, n. 27
citazione completa
De Gasparis, Annibale, Sullo stato del R. Osservatorio di Capodimonte e sui lavori in esso eseguiti dal 1819 al 1883, Napoli, Tipografia dell'Accademia Reale delle Scienze, 1884, p.10
citazione completa
Nicolini, Tito, Il Reale Osservatorio Astronomico di Capodimonte a Napoli, in: Coelum, vol. 10, 1940, pp. 139-141