indicazioni sull'oggetto
L'installazione è costituita da un imponente disco di acciaio inox. La particolarità dell'opera risiede nel trattamento della superficie, che non è lasciata specchiante o liscia, ma è solcata da una fitta trama di incisioni e smerigliature. Si ottiene così un gioco caotico di riflessi che muta radicalmente a seconda dell'incidenza della luce solare e dello spostamento dello spettatore. Il movimento irregolare dei riflessi conferisce alla rigidità dell'acciaio l'aspetto di una materia fluida e mobile, evocando direttamente la turbolenza delle attività termonucleari della superficie del Sole.
Collocata nel parco della specola napoletana, l'installazione funge da catalizzatore di luce, trasformando un fenomeno fisico in un'esperienza estetica e quasi ipnotica. L'opera stabilisce un parallelo tra la riflessione speculativa dell'artista e l'osservazione scientifica dell'astro, ricordando che la luce che percepiamo è il risultato di un caos primordiale ed energetico.