indicazioni sull'oggetto
L'opera riflette la ricerca dell'artista sulla materia e sui suoi processi di mutamento temporale. La scelta del ferro e la sua voluta esposizione all'ossidazione, trasformano la scultura in un organismo vivente che reagisce agli agenti atmosferici della collina di Capodimonte.
La foglia, elemento organico per eccellenza, viene qui trasfigurata in un materiale industriale e pesante, creando un cortocircuito tra natura e artificio.
Collocata nel parco di una specola, l'opera assume una valenza metafisica: la ruggine, che per gli antichi era il colore del pianeta Marte, richiama il concetto di decadimento e rigenerazione ciclica, parallelamente ai cicli di vita stellare e planetaria.