Il circolo meridiano, ideato e progettato per la prima volta da Reichenbach attorno al 1810, permetteva di unire in unico strumento il quadrante murale e lo strumento dei passaggi semplificando notevolmente le procedure di osservazione. Il circolo meridiano permetteva perciò di far ruotare il cannocchiale su un piano esattamente parallelo al meridiano e, al tempo stesso, di determinare le altezze su di un circolo diviso con grande precisione.
Presentata richiesta al governo austriaco sin dai primi mesi del 1831, nel 1836 lo strumento giunse all’Osservatorio patavino e fu collocato nella torretta ottagonale che era stata appositamente costruita in quegli stessi anni nella terrazza soprastante la sala meridiana.
Sopra la porta di accesso alla torretta fu apposta la seguente iscrizione:
CIRCULUM MERIDIANUM/ EX INSTITUTO VINDOBONENSI POLYTECNICO/ FRDINANDO I AUG N/ HUC MISIT LOCAVITQUE/ ANNO MDCCCXXXVI.
Attorno alla metà del 1837 lo strumento, accuratamente montato e rettificato era pronto per l’uso.
Nel 1858 Santini acquistò un micrometro di Stampfer, che era in grado di produrre linee e punti luminosi in campo oscuro nel piano focale, da utilizzarsi in alternativa all’originale micrometro filare; in seguito nel 1874 si sostituì la lanterna originale e si controllò con più efficacia, mediante opportuno annerimento delle pareti interne dei tubi ottici, l’inutile dispersione della luce all’interno del cannocchiale. Inoltre, sempre nello stesso anno, venne realizzato un nuovo micrometro filare il cui reticolo era formato da 21 fili divisi in 5 gruppi. Nel 1914 il meccanico dell’Osservatorio Sante Miloni realizzò un nuovo e moderno micrometro, studiato appositamente per ottenere alcuni miglioramenti rispetto ai micrometri precedenti.
Fondamentale corredo dello strumento era anche lo 'scopo meridiano' che Santini fece collocare nel 1842, in occasione del IV Congresso degli Scienziati Italiani, negli attuali giardini del Bastione S. Croce, in un luogo elevato visibile dalla Specola. Questa stele in pietra era la mira meridiana che si utilizzava per allineare lo strumento con il meridiano celeste. La linea verticale giaceva infatti nel piano del meridiano, mentre gli incroci con le due linee ad esse perpendicolari servivano per il puntamento a distanza del cannocchiale.
Tramite il circolo meridiano Santini in collaborazione principalmente con l’astronomo e calcolatore aggiunto all’Osservatorio Astronomico di Padova, Virgilio Trettenero, eseguì per un periodo di circa 30 anni le osservazioni sulle quali si basano i cinque Cataloghi padovani, noti anche come Cataloghi di Santini, comprendenti un totale di quasi 10000 stelle, con astri fino alla decima magnitudine.