DATI ANALITICI
DESCRIZIONE (*)
oggetto
Lo strumento è un passaggio dei passaggi di tipo invertibile realizzato in ottone. La struttura portante è imperniata su un dado centrale, fuso in un unico blocco con i due tronchi conici dell'asse di rotazione, la cui ampiezza complessiva misura 99 cm. Il cannocchiale è composto da due tubi simmetrici che si innestano nel corpo centrale.
All'estremità inferiore del tubo ottico è alloggiato un reticolo a sette fili (distanti tra loro circa 4' d'arco), essenziale per cronometrare con precisione il transito dell'astro. Il vano portaoculari è di tipo mobile, progettato per permettere all'astronomo di traslare le lenti in corrispondenza del filo specifico utilizzato durante la misurazione. L'assetto orizzontale è garantito da una livella a staffa posta nella parte inferiore, che verifica il parallelismo tra l'asse di rotazione e il piano dell'orizzonte.
A differenza del cerchio meridiano, l'apparato è privo di grandi cerchi graduati per la declinazione, presentando unicamente un semicerchio verticale di puntamento posto all'estremità dell'asse per facilitare l'orientamento del cannocchiale. Lo strumento poggia su un carrello d'inversione originale, recante la targhetta: "Reichenbach fecit München 1814".
Lo strumento risulta privo della lente obiettivo.
funzione
Lo strumento era l'apparato fondamentale per la determinazione dell'ora esatta presso l'Osservatorio. La sua funzione primaria consisteva nella misura dell'istante di passaggio di una stella fondamentale al meridiano locale, operazione che permetteva di registrare e sincronizzare gli orologi sul tempo siderale.
modalità d'uso
A differenza dei telescopi destinati all'osservazione morfologica, questo strumento dei passaggi di Reichenbach era un cronometro ottico di estrema precisione: cronometrando il momento esatto in cui una stella di coordinate note (stella fondamentale) transitava attraverso il reticolo a sette fili del cannocchiale, l'astronomo poteva calcolare l'errore degli orologi a pendolo della Specola. Questo processo era indispensabile non solo per l'attività di ricerca astronomica, ma anche per fornire il segnale orario civile alla città di Napoli, garantendo il riferimento temporale per la navigazione e la cartografia del Regno.
ISCRIZIONI
trascrizione
Reichenbach und Utzschneider in München
FONTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO *
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Bemporad, Azeglio, Cenno storico sull'attività dell'Istituto nel primo secolo di vita, Napoli, Tipografia Contessa, 1929, p.4
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Brioschi, Carlo, Commentarj Astronomici della Specola di Napoli, Napoli, Tipografia nella Pietà dei Turchini, 1824-26, pp.127-128
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Chauvenet, William, A manual of spherical and practical astronomy. Vol. 2: Theory and use of astronomical instruments, London, Trübner & co, Philadelphia, Lippincott & co, 1866, pp. 131 e sgg
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La Collina di Urania, a cura di M. Rigutti, Napoli, Elio de Rosa Editore, 1992, n. 6
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De Gasparis, Annibale, Sullo stato del R. Osservatorio di Capodimonte e sui lavori in esso eseguiti dal 1819 al 1883, Napoli, Tipografia dell'Accademia Reale delle Scienze, 1884, p.7
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Nicolini, Tito, Il Reale Osservatorio Astronomico di Capodimonte a Napoli, in: Coelum, vol. 10, 1940, pp.139-141
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Zach, Franz Xaver von, Correspondance astronomique, géographique, hydrogrephique et statistique du Baron De Zach, vol. II, Gênes, chez A. Ponthenier, 1819, p.536
ANNOTAZIONI
osservazioni
Lo strumento rappresenta uno dei pilastri della dotazione originaria dell'Osservatorio Astronomico di Capodimonte. Fu acquistato da Federigo Zuccari per l'erigenda Specola e giunse a Napoli nel 1815, insieme al celebre Cerchio Meridiano della stessa officina bavarese. Questo apparato andò a sostituire lo strumento di 3 piedi e mezzo che Zuccari aveva portato con sé da Milano, ceduto originariamente da Barnaba Oriani.
Lo strumento fu installato nella sala meridiana occidentale. Per garantire l'assoluta stabilità necessaria alle misure cronometriche, l'asse di rotazione poggiava su due imponenti colonne di granito, fondate direttamente sul masso naturale della collina di Capodimonte. La macchina d'inversione in legno di noce, su cui lo strumento è tuttora posato, fu realizzata dal meccanico Aehnelt su specifica richiesta del direttore Carlo Brioschi, per facilitare la delicata operazione di rotazione dell'asse necessaria a eliminare gli errori sistematici.
In origine, il cannocchiale disponeva di una dotazione di tre mute di oculari con poteri d'ingrandimento di 70, 140 e 220 volte, rendendolo estremamente versatile per l'osservazione di diverse tipologie di stelle fondamentali. Nel corso del XIX secolo, lo strumento fu oggetto di importanti interventi di ottimizzazione curati dal meccanico Heurteaux, il quale ne migliorò la precisione e la facilità d'uso: vi adattò un micrometro con vite di misura per rilevazioni più accurate e introdusse un braccio di bloccaggio per fissare la posizione del cannocchiale durante le sessioni osservative.