Fratello di Angelo (1699-1744ca.), professore di Matematica all'Università di Napoli, e di
Nicola, direttore del Real Corpo degli Ingegneri e Guardia Marina, studiò dapprima presso il seminario di Cerreto Sannita per poi trasferirsi a Napoli, dove fu allievo dei matematici
Giacinto De Cristofaro e
Agostino Ariani.
Dalla fine di aprile del 1732 soggiornò presso la Specola di Bologna "
per aumentar le teorie dell'Astronomia, e rendersi pratico... a maneggiar le macchine, coll'indirizzo dei celebri Eustachio Manfredi, e Francesco M. Zanotti". Grazie a questa formazione, ottenne nel 1735 la cattedra di Astronomia e di Nautica presso l'Università di Napoli e l'insegnamento nella Reale Accademia di Marina. Fu membro attivo dell'Accademia delle Scienze fondata da
Celestino Galiani nel 1732. Per le sue osservazioni utilizzò la strumentazione fatta acquistare dal
principe di Scalea in Olanda e un quadrante donato nel 1733 dal conte di Zinzendorf, "
lavorato in Roma dal celebre artefice di istrumenti mattematici Domenico Laverghi", e costò da 115 ducati". Con questo strumento, dal monastero dei Santi Severino e Sossio, determinò per la prima volta con rigore scientifico la latitudine di Napoli.
Nel 1736 pubblicò
Degli elementi della geometria piana composti da Euclide Megarese, opera di grande successo didattico che si apriva con la celebre citazione galileiana sul libro dell'universo scritto in caratteri matematici. Nel 1738 diede alle stampe la sua opera principale,
Philosophiae naturalis Institutiones libri tres, fondamentale per la diffusione del pensiero newtoniano nel Regno di Napoli.
Nel 1740 pubblicò due memorie di rilievo: il
De luminis refractione et motu, sulle leggi della rifrazione della luce, e il
De corporum quae moventur viribus earumque aestimandarum Ratione, dove affrontò il dibattito sul calcolo della forza cercando una sintesi tra le tesi cartesiane e leibniziane. Nel 1743 il suo prestigio era tale che papa
Benedetto XIV lo chiamò, insieme ad altri famosi studiosi, come
Ruggero Giuseppe Boscovich e
Giovanni Poleni, per una consulenza tecnica sui dissesti statici della cupola della Basilica di San Pietro a Roma. Morì prematuramente di tubercolosi a soli 39 anni.