Figlio dell'orologiaio Félix, si formò nell'officina paterna, specializzata nella costruzione dei celebri barometri Bourdon.
Nel 1882 si associò con il fratello Jules nella società
Richard Frères, erede dell'officina paterna.
I due fratelli ebbero, però, visioni diametralmente opposte: Jules rigoroso scienziato dedito alla precisione degli strumenti, Max imprenditore attratto dalle nuove frontiere del mercato. Nel 1891, decise di abbandonare la società. Liquidò la sua quota per 300.000 franchi e si lanciò nell'allora nascente mercato dell'immagine. Acquistò dai fratelli Picard il
Comptoir Général de Photographie in rue Saint-Roch, trasformandolo rapidamente in un punto di riferimento per l'élite parigina.
Iniziò a produrre e distribuire la rivoluzionaria Photo-Jumelle progettata da
Jules Carpentier, l'ingegnere che avrebbe costruito i cinematografi per i fratelli Lumières. Nel 1893 fu protagonista di una clamorosa condanna per violazione delle leggi sulla concorrenza, accusato di aver imposto un cartello sui prezzi che soffocava i piccoli rivenditori. Due anni dopo vendette la società a
Lèon Gaumont suo collaboratore.