Apprese i primi rudimenti dell'incisione dal padre Antonio, per poi perfezionarsi sotto la guida di
Pietro Monaco, celebre per le sue riproduzioni dei capolavori della pittura veneziana. Egli divenne uno dei più raffinati interpreti del bulino e dell'acquaforte nella Venezia del tardo Settecento, distinguendosi per un segno pulito, nitido e di grande rigore geometrico.
La sua carriera è legata all'editore Zatta per il quale incise diverse tavole e fregi per la monumentale edizione dell'
Orlando Furioso (1772) e i rami cartografici dell'
Atlante Novissimo (1775-1785).