Lo strumento è un obiettivo apocromatico che, a differenza dei comuni obiettivi acromatici, utilizza vetri speciali (spesso alla fluorite o vetri a bassa dispersione) per far convergere tre diverse lunghezze d'onda nello stesso punto focale, annullando il residuo cromatico e garantendo una nitidezza superiore.
L'ottica è equipaggiata con una lente negativa acromatica di Barlow che permette di raddoppiare o incrementare la lunghezza focale effettiva del sistema senza introdurre nuove aberrazioni. Il corpo dell'obiettivo è protetto da un cappuccio in ottone che preserva la delicata superficie della lente frontale da polvere e graffi quando non in uso.
L'obiettivo fu utilizzato in occasione del passaggio di Mercurio sul Sole il 7 novembre 1960. Presso l'Osservatorio di Capodimonte, il fenomeno fu documentato dall'astronomo Elio Fichera, che impiegò l'ottica Zeiss per un'accurata campagna di osservazione fotografica. Lo scienziato eseguì 19 fotogrammi su pellicola 35 mm Panatomic (sviluppata in Microdol); per garantire la massima precisione dei dati, gli istanti dei contatti furono registrati su un cronografo collegato al pendolo sidereo Riefler I. Come riportato nelle relazioni scientifiche dell'epoca,"Le immagini date dalla lente di Barlow sono nitide e coerenti".