Ancor prima di conseguire la laurea in Matematica, avvenuta il 21 dicembre 1875 all'età di 21 anni, si distinse pubblicando il suo primo saggio sul
Giornale di Matematica di Battaglini. Notato da Annibale de Gasparis, fu accolto come alunno presso l'Osservatorio di Capodimonte, affiancando alla ricerca l'insegnamento della matematica presso la scuola tecnica del Convitto Caracciolo.
Sul prestigioso giornale di Battaglini continuò a dare alle stampe numerosi contributi sulla risoluzione e trasformazione delle equazioni di diverso grado; l'alto valore scientifico di tali ricerche gli valse, nel 1878, la cattedra di Algebra complementare. Nello stesso anno ricevette la nomina di astronomo assistente, godendo della stima incondizionata di de Gasparis e Fergola. Tuttavia, a causa di alcuni dissidi con i colleghi, scelse di dimettersi dall'incarico astronomico, che venne successivamente affidato a Francesco Contarino.
Chiamato dal Ministero della Guerra, si dedicò all'insegnamento della matematica presso il collegio militare della "Nunziatella", tralasciando "
quasi le sue belle ricerche", e in seguito presso l'istituto tecnico "Giovan Battista della Porta". Autore di apprezzati volumi di aritmetica e algebra che ricevettero gli elogi del celebre matematico
Charles Hermite, continuò a onorare i suoi obblighi scolastici con dedizione anche quando, dalla fine del 1905, fu colpito da gravi problemi epatici.