Sacerdote, compì i primi studi a Foggia presso il collegio dei padri delle Scuole Pie, proseguendo poi la formazione nel seminario dei gesuiti a Benevento. Nel 1838 iniziò l'attività di insegnante presso il seminario di Larino.
Dal 1841 operò presso l'Osservatorio di Capodimonte, dove strinse un profondo legame di amicizia e collaborazione scientifica con Annibale de Gasparis. Tra il 1843 e il 1845 si trasferì a Firenze presso l'Osservatorio Ximeniano per lavorare sotto la guida di padre
Giovanni Inghirami. Al suo rientro in Campania, affiancò all'attività scientifica quella didattica, dirigendo una scuola privata a San Marzano sul Sarno e insegnando presso la Scuola dei Piloti.
Con l'Unità d'Italia, la sua carriera accademica ebbe una svolta significativa: nel 1860 fu nominato professore all'Università di Napoli, ricoprendo inizialmente la cattedra di meccanica applicata e, dal 1863, anche quella di meccanica celeste. Autore fecondo, scrisse quindici trattati di matematica e astronomia. Alla produzione scientifica unì una sensibilità umanistica, componendo carmi celebrativi su temi astronomici, tra cui alcuni dedicati alle nebulose e alla celebre cometa di Donati (C/1858 L1).