L'opera fa parte della serie intitolata "Respiro", un'installazione organica composta da sette tele che indagano la dimensione metafisica del tempo.
Il ciclo non tratta il tempo lineare o cronologico (kronos), bensì il "tempo senza tempo" dell'intuizione e della consapevolezza. La ricerca dell'artista si spinge verso il superamento dei dualismi ontologici, in particolare dei concetti di "esistenza" e "non-esistenza". L'opera si configura come una narrazione visiva di un'"Entità" trascendente, che pur superando tali categorie, ne conserva intrinsecamente le caratteristiche, ponendosi come punto di equilibrio tra l'essere e il nulla.
L'installazione ha partecipato nel 2013 a "Paleocontemporanea", una rassegna curata per mettere in dialogo l'archeologia e la spiritualità dei luoghi antichi con i linguaggi dell'arte contemporanea.