Lo strumento è una bilancia a due piatti in ottone, sospesi a un gioco di bracci realizzati in ottone e acciaio. L'albero centrale, anch'esso in ottone, sostiene l'intero sistema di pesatura e poggia su una base in legno di noce.
La bilancia appartiene alla dotazione dell'Osservatorio sin dalla sua fondazione. Sebbene la sua costruzione risalga al 1813, lo strumento non compare curiosamente tra gli apparati annotati nel 1817 presso la specola provvisoria di San Gaudioso.
Le vicende inventariali si fanno più dettagliate nel 1833, a seguito della morte del direttore Carlo Brioschi. Nel "
notamento" voluto dal ministro degli Affari Interni
Nicola Santangelo e redatto da Ernesto Capocci il 16 marzo 1833, la bilancia non viene inizialmente segnalata. Tuttavia, in una copia successiva dello stesso documento, datata 30 marzo 1833, lo strumento viene finalmente registrato: si annota che "
nella stanza degli stromenti mobili è conservata una bilancia di ottone con una pinta di Milano, e con due pesi di libbre". Questa precisazione non solo conferma la presenza dello strumento a Capodimonte nella prima metà dell'Ottocento, ma ne specifica anche l'originaria collocazione e il corredo di pesi e misure (la pinta milanese e le libbre) tipico dell'epoca.