L'apparecchio è una camera fotografica a soffietto progettata per il grande formato, con una cornice predisposta per lastre fotografiche 13x18 cm. La struttura è montata su un carrello regolabile che scorre su una base a cremagliera, permettendo la messa a fuoco millimetrica attraverso l'estensione del soffietto. La versatilità dello strumento è garantita dal sistema di rotazione della cornice o del corpo macchina, che consente di operare sia in posizione verticale che orizzontale (formato ritratto o paesaggio).
Originariamente, l'apparecchio era equipaggiato con un obiettivo Syrius, ottica nota per la nitidezza e la correzione delle distorsioni, e veniva supportato da un cavalletto in legno a tre piedi, indispensabile per garantire la stabilità durante le lunghe esposizioni richieste dalle lastre dell'epoca.
L'acquisto di questo apparecchio fotografico risale al 1933, durante il primo periodo della direzione di Luigi Carnera. L'acquisizione si inserisce nel programma di ammodernamento dei laboratori dell'Osservatorio di Capodimonte intrapreso da Carnera, il quale, essendo un esperto di geodesia e astronomia di posizione, riconosceva nella fotografia un mezzo indispensabile per il rigore documentale e la ricerca.