Globo celeste di Roll & Reinhold

Data1589
realizzato aAugusta

Prezioso globo celeste meccanico costituito da una sfera cava in rame dorato (diametro 21 cm), animata da un movimento interno ad orologiaia che ne permette la rotazione e l'azionamento dei cerchi meridiani del Sole e della Luna.
La struttura poggia su una base in bronzo fuso con quattro zampe di grifone fissate a un piccolo globo decorato con incisioni di aquile e pellicani. La corona dell'orizzonte (diametro 31 cm), in ottone battuto, funge da piano di riferimento principale: sul bordo esterno sono incisi i punti cardinali in latino (Septentrio, Occidens, Meridies, Oriens) e i nomi antichi dei venti. La superficie piana della corona ospita scale graduate e una complessa sezione dedicata al computo ecclesiastico per gli anni 1586-1627, con il confronto tra calendario Giuliano e Gregoriano (introdotto proprio nel 1582).
Una lamina girevole esterna, asservita al motore principale, riporta il calendario completo, i santi, le lettere domenicali e la posizione del Sole nello Zodiaco. Una seconda corona, disposta in meridiano, indica le zone climatiche (frigida, habitabilis, temperata, torrida).
Al polo nord, due quadranti in argento smaltato a fuoco con fregi fitomorfi policromi (smalti traslucidi color smeraldo, turchino, rubino e topazio) indicano i quarti d'ora e le ore (1-24 in numeri arabi e I-XII ripetuti in numeri romani). Un terzo quadrante è posto al polo sud. Il globo presenta l'incisione delle costellazioni tolemaiche in latino, con le stelle rappresentate da asterischi di dimensioni proporzionali alla magnitudine, secondo una tabella comparativa incisa sulla sfera. Sono inoltre tracciate l'eclittica (con corona dentata in acciaio per il moto solare tra ±23°), l'equatore, i tropici, i circoli polari e il profilo tratteggiato della Via Lattea.
Un cartiglio ovale nell'emisfero sud, racchiuso da decori floreali, reca la firma dei costruttori e la data di esecuzione.

Il globo celeste, in dotazione alla Specola sin dal Real Osservatorio provvisorio di S. Gaudioso, proviene dalla Galleria delle cose rare, una sorta di Wunderkammer voluta da Ranuccio II Farnese, duca di Parma e Piacenza, nel palazzo della Pilotta a Parma.
Molti oggetti raccolti nella residenza parmense e inventariati nel 1708 provenivano dalle varie residenze della famiglia Farnese, soprattutto dai palazzi romani, progressivamente svuotate a partire dal 1644, dopo la prima guerra di Castro che oppose lo Stato Pontificio al ducato di Parma.
In virtù del trattato di Vienna, Carlo di Borbone, figlio di Filippo V e di Elisabetta Farnese, ebbe in eredità la ricca collezione di famiglia. Quando nel 1735 divenne re di Napoli e Sicilia, trasportò nella capitale partenopea le collezioni parmensi di quadri e di oggetti rari.

Sotto il profilo meccanico, il globo compie una rivoluzione in 24 ore per mezzo di un meccanismo a molla con carica di otto giorni; una suoneria segnalava i quarti d'ora e le ore. Il sistema utilizza un meccanismo a conoide o fuso (detto anche fusella), introdotto nel 1525 da Jacob Zech sviluppando gli studi di Brunelleschi e Leonardo da Vinci. La fusella consiste in una corda di trazione avvolta tra una molla e la base del conoide per uniformare la forza motrice. I meccanismi motore e dei segnali orari sono posti tra due lastre circolari, mentre quello dei quarti tra due lastre minori. Il rotismo trascinava anche i cerchi meridiani con le posizioni del Sole e della Luna.

Agli inizi del 1589 l'imperatore Rodolfo II d'Asburgo commissionò l'acquisto di un globo celeste con movimento orario, consegnato a luglio dello stesso anno; in letteratura questo esemplare viene identificato con quello di Napoli. Il padre somasco Giovanni Maria della Torre, in una lettera al ministro Tanucci del 9 maggio 1756, descrive così l'allestimento farnesiano a Capodimonte: "e un nobilissimo globo celeste di metallo indorato, che ha poco meno di un palmo di diametro e gira intorno al suo asse a forma di ruote anteriori, fatto dal celebre Reinhold di Augusta nel 1586". Nonostante la lieve discrepanza nella data, vi è una sostanziale identificazione tra lo strumento farnesiano e quello dell'Osservatorio.

Nel 1808 il soprintendente generale dei Reali musei, ed antichità dei Regno, Felice Nicolas consegnò ufficialmente all'Osservatorio Astronomico il "globo celeste montato sul suo piede tutto di metallo dorato di diametro 1 palmi". Nel 1948, per timore sulla loro custodia, il globo e l'orologio di Chlasner furono depositati provvisoriamente presso il Museo di San Martino. Il Prof. Fiorini dell'Università di Bologna ne loda la finezza del lavoro definendolo oggetto del più alto valore storico-artistico. Oltre a questo esemplare, esistono solo altri sei globi realizzati da Roll e Reinhold conservati presso:

  • Kunsthistorisches Museum di Vienna (1584)
  • Victoria and Albert Museum di Londra (1584)
  • Hermitage di San Pietroburgo (1584)
  • Staatlichen Kunstsammlungen di Dresda (1586)
  • Conservatoire des Arts et Métiers di Parigi (1588)
Persone correlate
Dettagli
Materia e tecnica
rame dorato, ottone, bronzo, argento, acciaio
Categoria
Astronomia
Definizione
Orologio astronomico
Bibliografia
Bobinger, Maximilian, Kunstuhrmacher in Alt-Augsburg, Augsburg, Rösler, 1969, p.38 La Collina di Urania, a cura di M. Rigutti, Napoli, Elio de Rosa Editore, 1992, n.77 Derome, Robert, An Art Historian's Approach to Globes, in: Edward H. Dahl and Jean-François Gauvin, Sphæræ Mundi, Early Globes at the Stewart Museum, Montréal, Septentrion and McGill-Queen's University Press, 2000, p.25-65 en.wikipedia.org/wiki/Fusee_(part_of_clock) Fiorini, Matteo, Sfere terrestri e celesti, Roma, Società Geografica Italiana, 1899, p.200 La Lande, Jérôme de, Voyage d'un françois en Italie, fait dans les années 1765 et 1766. Vol. 6, 1769, a Venise, et se trouve à Paris, chez Desaint, pp.166-167 Martino, Linda, Dalla "Galleria delle cose rare" di Parma al Museo di Capodimonte: gli oggetti d'arte di casa Farnese, in: La collezione Farnese, Napoli, Electa-Napoli, 1996, pp.119-129 Nicolini, Tito e Fichera, Elio, Globo celeste Roll-Reinhold 1589 ed orologio antico Chlasner 1567 dell'Osservatorio di Capodimonte, in: Atti dell'Accademia Pontaniana, n.s., vol. 11, 1962, pp.3-12 www.er.uqam.ca/nobel/r14310/Globes/07Reinhold.html
Autore schedaMauro Gargano