Impact Plasma and Momentum detector

Data1983 ca.
realizzato aMilano
CostruttoriCarlo Gavazzi
Il dispositivo è un modello del rilevatore d'impatto integrato nel sistema DIDSy (Dust Impact Detection System) per la missione Giotto, il satellite dell'ESA lanciato nel 1985 per studiare in situ il nucleo della cometa di Halley.
l rilevatore è costituito da due sensori d'impatto a ionizzazione, uno ricoperto da una pellicola di mylar alluminato di 2.5 μm, l'altro ha una grata aperta su una superficie ricoperta da un foglio d'oro. Tra le due superfici è posizionato un probe costituito da un elettrodo formato da disco d'oro di 1 cm² per monitorare la produzione di plasma indotto dalla polvere cometaria e dal gas neutro che impatta la superficie.Al di sotto del sottosistema è fissato un piezoelettrico che, in coincidenza degli impatti di ionizzazione sulle due superfici, rileva anche le onde acustiche indotte dagli impatti. Questo sistema permette una misura accoppiata e correlata dell'ambiente di polvere utilizzando due effetti diversi dello stesso processo.
Il dispositivo proviene dal Laboratorio di Fisica Cosmica, una struttura di ricerca dell'Osservatorio Astronomico di Capodimonte sviluppata in collaborazione con l'Università di Napoli Parthenope.
Lo strumento, denominato IPM, è il risultato di una sinergia scientifica nazionale coordinata dai gruppi di ricerca del Piano Spazio Nazionale del CNR (che nel 1988 darà vita all'Agenzia Spaziale Italiana). Il progetto è stato sviluppato dai dipartimenti di fisica delle Università di Bari e di Lecce, sotto il coordinamento del Prof. Ezio Bussoletti. Questo strumento documenta l'eccellenza della ricerca italiana nel campo della fisica delle polveri e il contributo fondamentale del Mezzogiorno alle prime grandi missioni interplanetarie dell'ESA.
Persone correlate
Dettagli
Materia e tecnica
Plastica, acciaio, mylar, oro
Categoria
Astronomia
Definizione
Rivelatore di polveri
Bibliografia
McDonnell, J.A.M., [et al.], The Giotto Dust Impact Detection System, in : The Giotto Mission - Its Scientific Investigations, ESA SP-1077, (1986), pp. 85-107
Autore schedaMauro Gargano