Orologio a pendolo di Breguet

Data1818 ca.
realizzato aParigi
realizzato aGenova
L'orologio è un regolatore a secondi con scappamento a riposo ad ancora e ruota in ottone. In origine, la precisione era affidata a un sistema di compensazione a verghe di acciaio e ottone, che sfruttava le diverse dilatazioni dei due metalli per mantenere costante la lunghezza del pendolo. Nel 1934, questa meccanica ormai obsoleta fu sostituita da un moderno pendolo in acciaio invar della ditta Riefler di Monaco. L'intervento di ammodernamento ha trasformato lo strumento in un apparato elettromeccanico: l'orologio è stato infatti elettrificato e dotato di un sistema di regolazioni elettromagnetiche, che permette di correggere la marcia del pendolo e mantenerne la precisione entro lo scarto di pochi decimi di secondo.
Il quadrante, realizzato in smalto bianco per una perfetta leggibilità, presenta una configurazione classica: il circolo esterno è dedicato all'indicazione di minuti e secondi, mentre il cerchio interno riporta le ore in cifre romane. Una targhetta all'interno della cassa in legno documenta l'intervento di restauro tecnologico.
L'acquisto di questo strumento si inserisce nella fase culminante della fondazione della Specola. Nella corrispondenza con Barnaba Oriani, Giuseppe Piazzi comunica il 1 settembre 1818 di aver "commesso a Bréguet due pendoli dei migliori che sappia fare", destinandone uno per "il nuovo Osser.° di Capodimonte essendo pressocché condotto a termine..., e l'altro per l'Osservatorio di S. Gaudioso, dato dalla M. S. alla Real Marina".
Il pagamento di duemila franchi, effettuato tramite il banchiere Luigi Andò il 24 dicembre 1818, documenta l'investimento profuso per dotare Napoli dell'eccellenza parigina. La presenza del marchio Breguet a Napoli era però già iniziata sotto il regno di Carolina Bonaparte: nel 1812, mentre Murat era in Russia, la regina aveva approvato la richiesta di Federigo Zuccari "a far commettere in Parigi al Signor Braguet un cronometro per uso di questo Osservatorio Astronomico". Il pendolo n° 3298 giunse a Miradois nel settembre 1819 e fu ufficialmente messo in funzione da Carlo Brioschi il 5 gennaio 1820. Il direttore lo collocò "nella Torretta orientale presso il Ripetitore", annotando con soddisfazione che lo strumento "si move un mese senza ricaricarlo" e impostando gli indici per la misura del tempo sidereo.
Dettagli
Materia e tecnica
Ottone, smalto, acciaio, legno di mogano
Categoria
Calcolo
Definizione
Orologio a pendolo
Bibliografia
La Collina di Urania, a cura di M. Rigutti, Napoli, Elio de Rosa Editore, 1992, n. 33
De Gasparis, Annibale, Sullo stato del R. Osservatorio di Capodimonte e sui lavori in esso eseguiti dal 1819 al 1883, Napoli, Tipografia dell'Accademia Reale delle Scienze, 1884, p.10
Piazzi, Giuseppe, Oriani, Barnaba, Corrispondenza astronomica fra Giuseppe Piazzi e Barnaba Oriani, Milano, Hoepli, 1874, l. clxiv
Autore schedaMauro Gargano