Giunto in Italia nel 1669 per i funerali di
Clemente IX, l'anno successivo si stabilì a Napoli, dove aprì inizialmente una libreria presso San Biagio dei Librai. Intuendo le potenzialità del mercato culturale napoletano, passò presto all'editoria, pubblicando nel 1672
Il Filo di Arianna di
Pompeo Sarnelli. La sua bottega fu un vero e proprio circolo letterario frequentato da
Giambattista Vico,
Francesco d'Andrea e i principali scienziati dell'epoca.
Introdusse a Napoli il giornalismo moderno con
Giornali di Napoli, fogli periodici che riportavano cronache cittadine, notizie politiche dalle corti europee e curiosità locali, e pubblicò guide turistiche, raccolte di lettere e opere storiche di immenso successo. Tuttavia, la sua fortuna fu legata alla stabilità del dominio spagnolo. Nel 1707, con l'occupazione austriaca del Regno e il crollo del partito filo-spagnolo, fu costretto ad abbandonare precipitosamente Napoli per rifugiarsi in Spagna, dove morì poco dopo in povertà.