Lo strumento è un cronografo elettromeccanico a nastro in ottone lucido e acciaio.
L'apparato è progettato per la registrazione grafica e cronometrica di eventi astronomici su un supporto fisico continuo.
Il corpo principale è costituito da una scatola quadrangolare che funge da telaio per il meccanismo interno (roteggio), azionato da un motore meccanico a molla. Nella parte superiore della struttura è fissato un braccio di sostegno predisposto per alloggiare una bobina su cui è avvolta la striscia di carta destinata alla scrittura.
Il sistema di registrazione è composto da due punte scriventi indipendenti, posizionate in corrispondenza del passaggio della carta. Tali punte, azionate da elettromagneti, effettuano piccole deflessioni laterali tracciando segni grafici sul nastro in scorrimento. Sul lato della scatola è collocata una leva di comando che agisce sull'asse del regolatore di velocità; questa permette di liberare il cinematismo per l'avvio della registrazione o di bloccarlo per l'arresto dello strumento, garantendo al contempo la costanza del flusso della carta durante l'uso.
Lo strumento fu realizzato da Giuseppe Cavignato, capo dell'officina meccanica dell'Osservatorio di Padova dal 1877 al 1909, su commissione di Annibale De Gasparis.
A Capodimonte, il cronografo fu "sistemato in una campana di cristallo [sul] pianerottolo grande" della cupola est dell'Osservatorio.