Obiettivo fotografico di Meyer

Dataante 1930
realizzato aGörlitz
Lo strumento è un obiettivo fotografico doppio, anastigmatico e simmetrico a sei lenti. La sua architettura ottica è divisa in tre sezioni principali: un corpo centrale cilindrico che alloggia il sistema di diaframmazione e due gruppi ottici identici montati alle estremità. Ciascun gruppo è composto da una combinazione di tre lenti disposte simmetricamente, di cui due incollate tra loro e una spaziata in aria, una configurazione progettata per annullare le distorsioni e garantire un'immagine nitida su tutto il piano focale.
Il cuore meccanico è costituito da un diaframma a iride composto da lamelle metalliche mobili. La regolazione dell'apertura avviene tramite la rotazione di una ghiera concentrica posta sul cilindro centrale, che permette di variare il diametro del foro di passaggio della luce. Sul corpo dell'obiettivo è incisa la scala delle aperture, che spazia da un valore massimo di f/4 (grande luminosità) fino a una chiusura di f/36 (massima profondità di campo).
L'obiettivo Plasmat rappresenta il vertice della carriera di Paul Rudolph, già celebre per aver realizzato il Protar e il Tessar per Zeiss. Progettato dopo il suo passaggio alla casa Hugo Meyer, il Plasmat risolveva i limiti del Dagor di Goerz (Airspaced Dagor Type), offrendo una correzione cromatica e una nitidezza che all'epoca non avevano eguali. Il Plasmat non era solo un obiettivo per "usi generali", ma uno strumento capace di prestazioni matematicamente quasi perfette, ideale per le applicazioni scientifiche dove la minima distorsione ottica poteva inficiare la misurazione dei dati.
Persone correlate
Dettagli
Materia e tecnica
metallo, vetro, ottone
Categoria
Ottica
Definizione
Obiettivo fotografico
Bibliografia
www.lombardiabeniculturali.it/scienza-tecnologia/schede/ST110-00491
Autore schedaMauro Gargano